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lunedì 26 dicembre 2011
Piedibus #2
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giovedì 22 dicembre 2011
Buon Natale
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lunedì 19 dicembre 2011
mercoledì 14 dicembre 2011
Rodengo 2012
Sul blog famiglie (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) il volantino della vacanza sulla neve di quest'anno. Noi andiamo, e voi?
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giovedì 8 dicembre 2011
Chiama anche te
Sul nostro Blog (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) il video vincitore del concorso "Chiama anche te" per la promozione dell'adesione all'Azione Cattolica Italiana per l'anno 2012.
domenica 27 novembre 2011
Emergenza educativa a Castenaso
sul nostro blog (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) il volantino di una importante iniziativa del Gruppo Scout Villanova 1 per il 5 Dicembre.
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martedì 15 novembre 2011
sempre con un sorriso
Carmen: il ricordo di un'amica
- - -
Gli ultimi giorni di vita di Carmen, e anche ieri, giorno del suo funerale, ho avuto modo di pensare molto a lei e a tutto quello che abbiamo condiviso in questi anni. La consapevolezza che ne è derivata è che veramente abbiamo percorso insieme una bella fetta di vita.
Al di là della grande amicizia personale che ci ha permesso spesso di passare insieme anche momenti di vacanza, come non ricordare le vacanze con i gruppi parrocchiali giovani e non a Sasso Stormo, al Corno per vari anni, fino ad arrivare a Bressanone di tre anni fa. Nonostante l’impegno di preparare la pappa per una bella famigliola di persone, ci siamo anche molto divertite. Con lei ho condiviso almeno una quindicina di Estati Ragazzi e altrettanti anni di “Studio guidato”, per non parlare di tantissime “Feste dell’Oratorio” in cui, insieme a tanti altri naturalmente, abbiamo confezionato costumi e servito cioccolate... Poi ci sono state anche le cose più serie tipo i campi al Falzarego o a Siusi, le catechesi per i fidanzati, quelle per i genitori dei Battezzandi, ecc. (tutte esperienze fatte anche insieme a Duilio).
Da lei ho imparato tanto e se dovessi sintetizzare, direi così: disponibilità e generosità con entusiasmo e sempre con un sorriso. Lo stesso sorriso che mi ha regalato l’ultima volta che l’ho vista, quattro giorni prima che morisse.
Ieri al suo funerale , oltre alle mie lacrime e a quelle di tanti altri, c’era tanto affetto.
Chi semina “bene” raccoglie sempre solo “bene”
Un abbraccio a tutti
Piera
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sabato 12 novembre 2011
la differenza
"Il bello della differenza"
una animazione di Bruno Bozzetto
(puoi cliccare su: http://famigliecastenaso.blogspot.com/)
una animazione di Bruno Bozzetto
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martedì 8 novembre 2011
don Francesco sulla VP
La lettera di don Francesco pubblicata da Bologna 7 lo scorso 30 Ottobre
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lunedì 7 novembre 2011
sostiene Caffarra
Ecco la lettera indirizzata alla Comunità Parrocchiale di Castenaso da Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, dopo la recente visita pastorale
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mercoledì 2 novembre 2011
Fondamenti
La seguente citazione è cara al nostro vescovo, che l'ha utilizzata in conclusione al suo incontro con i giovanissimi la scorsa settimana a Castenaso.
"La Chiesa, fondata da Cristo, Dio-uomo, ha anche una composizione divinoumana. (…) La Chiesa è santa e divina perché è santificata dal sangue di Gesù Cristo e dai doni dello Spirito Santo; ciò che direttamente procede da questo principio che santifica la Chiesa è divino, puro ed immutabile; invece le opere degli uomini di Chiesa, compiute secondo il carattere umano, benché fatte per la Chiesa, hanno qualcosa di molto relativo e, lungi dall’essere qualcosa di perfetto, solo sono in via di perfezionamento. Questo il lato umano della Chiesa. Ma dietro il torrente mutevole ed ondeggiante dell’umanità ecclesiale si trova e si costituisce la Chiesa stessa di Dio, la sorgente infinita della grazia divina, ininterrotta azione dello Spirito Santo che dà all’umanità la vera vita in Cristo e in Dio. Quest’azione di grazia divina è sempre esistita nel mondo; ma dall’incarnazione di Cristo ha assunto una forma visibile e tangibile (…) Così che, nonostante non tutto nella Chiesa visibile sia divino, tuttavia il divino in essa è già visibile"
[V. Solov’ëv, I fondamenti spirituali della vita, ed. LIPA, Roma 1998, pag. 106-107].
PS: Questo blog oggi compie un anno...
Auguri!
;-)
venerdì 21 ottobre 2011
Benvenuto!
22-23-24 Ottobre 2011: S.E. Carlo Caffarra in visita pastorale a Castenaso
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giovedì 6 ottobre 2011
Grembo di futuro
Riporto nel nostro blog (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) un paragrafo del discorso del Cardinale Bagnasco al Consiglio Permanente della CEI della scorsa settimana. Invito decisamente ad una lettura dell'intera 'prolusione' che potete comodamente scaricare a questo indirizzo.
11. Riguardo alla presenza dei cattolici nella società civile e nella politica, siamo convinti che, anche quando non risultano sugli spalti, essi sono per lo più là dove vita e vocazione li portano. Gli anni da cui proveniamo potrebbero aver indotto talora a tentazioni e smarrimenti, ma hanno indubbiamente spinto i cattolici, alla scuola dei Papi, a maturare una più avvertita coscienza di sé e del proprio compito nel mondo. Un nucleo più ristretto ma sempre significativo di credenti, sollecitati dagli eventi e sensibilizzati nelle comunità cristiane, ha colto la rinnovata perentorietà di rendere politicamente più operante la propria fede. Sono così nati percorsi diversi, a livelli molteplici, per quanti intendono concorrere alla vitalità e alla modernità della polis, percorsi che hanno dato talora un senso anche di dispersione e scarsa incidenza. Tuttavia, non si può non riconoscere che si è trattato di una sorta di incubazione che, se non ha mancato di produrre qua e là dei primi risultati, sta determinando una situazione nuova, rispetto alla quale un osservatore della tempra di Giuseppe De Rita alcune settimane fa annotava: «Chi fa politica non si rende conto che milioni di fedeli vivono una vicinanza religiosa che si fa sempre più attenta ai “fatti della vita politica”, con comuni opinioni socio-politiche, e con ambizioni di vita comunitaria di buona qualità» (Corriere della sera, 6 agosto 2011). Sta lievitando infatti una partecipazione che si farebbe fatica a non registrare, e una nuova consapevolezza che la fede cristiana non danneggia in alcun modo la vita sociale. Anzi! A dar coscienza ai cattolici oggi non è anzitutto un’appartenenza esterna, ma i valori dell’umanizzazione: chi è l’uomo, qual è la sua struttura costitutiva, il suo radicamento religioso, la via aurea dell’autentica giustizia e della pace, del bene comune... Valori – lo diciamo solo di passaggio – che si sta imparando a riconoscere e a proporre con crescente coraggio, e che in realtà finiscono per far sentire i cattolici più uniti di quanto taluno non vorrebbe credere. Nel contempo, sempre di più richiamano anche l’interesse di chi esplicitamente cattolico non si sente. A un tempo, c’è un patrimonio di cultura fatto di rappresentanza sociale e di processi di maturazione comunitaria. Dove avviene qualcosa di simile, nel contesto italiano? Ebbene, questo giacimento valoriale ed esistenziale rappresenta la bussola interiormente adottata dai cattolici, e da esso si sprigionano ormai ordinariamente esperienze che sono un vivaio di sensibilità, dedizione, intelligenza che sempre più si metterà a disposizione della comunità e del Paese. Non sempre tutto è così lineare, è vero. Lentezze, chiusure, intimismi restano in continuo agguato, ma ci sembra che una tensione si vada sviluppando grazie alle comunità cristiane, alle molteplici aggregazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana, e grazie anche al lavoro realizzato dai nostri media, che sono diventati dei concreti laboratori di idee e dei riferimenti ormai imprescindibili. Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni. Sarà bene anche affinare l’attitudine a cercare, sotto la scorza dei cambiamenti di breve periodo, le trasformazioni più profonde e durature, consci, tra l’altro, che una certa cultura radicale − al pari di una mentalità demolitrice − tende a inquinare ogni ambito di pensiero e di decisione. Muovendo da una concezione individualistica, essa rinchiude la persona nell’isolamento triste della propria libertà assoluta, slegata dalla verità del bene e da ogni relazione sociale. Per questo, dietro una maschera irridente, riduce l’uomo solo con se stesso, e corrode la società, intessuta invece di relazioni interpersonali e legami virtuosi di dedizione e sacrificio. La transizione dei cattolici verso il nuovo inevitabilmente maturerà all’interno della transizione più generale del Paese, e oserei dire anche dell’Europa, secondo la linea culturale del realismo cristiano, e secondo quegli atteggiamenti culturali di innovazione, moderazione e sobrietà che da sempre la connotano. È forse «pensabile – si chiedeva il Rettore magnifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, professor Lorenzo Ornaghi – che rispetto a tale politica risultino latitanti, facilmente emarginabili, irrilevanti, non tanto singole personalità cattoliche, quanto i cattolici italiani come presenza vitale e immediatamente riconoscibile, perché efficacemente organizzata?»
(Intervista ad Avvenire, 24 luglio 2011).
giovedì 22 settembre 2011
Festa dell'Umanità a Marano
Il volantino dell'iniziativa del prossimo LUN 3 Ottobre (sul blog del Gruppo Famiglie: http://famigliecastenaso.blogspot.com/). Inoltrate gente, inoltrate ...
;-)
;-)
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martedì 20 settembre 2011
Problema adulti
Riporto per intero, con qualche aggiustamento redazionale ma senza nessuna modifica, l'editoriale del nostro Vescovo apparso su Sette di Domenica scorsa. Non è un editoriale "ordinario": pone, in modo netto e inequivocabile, la catechesi degli adulti come la "vera priorità" della diocesi per il presente e per il prossimo futuro.
Credo valga davvero la pena leggere (e rileggere) con molta attenzione quanto scrive. In modo da poterne dibattere e discutere (tra noi adulti) non appena se ne presenti l'occasione, speriamo presto data l'urgenza del problema.
- - -
Credo valga davvero la pena leggere (e rileggere) con molta attenzione quanto scrive. In modo da poterne dibattere e discutere (tra noi adulti) non appena se ne presenti l'occasione, speriamo presto data l'urgenza del problema.
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PROBLEMA ADULTI: QUEL «QUOTIDIANO»
SVINCOLATO DA DIO
di Carlo Caffarra
La catechesi degli adulti, che è
stata al centro della Tre giorni del clero, esprime un’esigenza
strutturale della Chiesa: quella di trasmettere la fede ad ogni
persona lungo tutto il cammino della sua vita. Poiché senza la fede
è impossibile piacere a
Dio.
Ma l’adulto chi è? In estrema
sintesi è la persona che ha responsabilità pubbliche: è sposato e
ha la cura di una famiglia e dell’educazione di altre persone;
lavora e quindi è inserito in una trama di relazioni sociali che
configurano responsabilità gravi
e precise; è consapevolmente
dentro ad un rapporto di cittadinanza con altre persone.
Per quanto riguarda, in particolare la
proposta cristiana, noi abbiamo in mente due tipologie:
- adulti che ricevuti i sacramenti
dell’iniziazione cristiana, si sono allontanati dalla Chiesa per le
ragioni più varie e versano nella più completa ignoranza della
fede;
- adulti che pur avendo una pratica
religiosa più o meno costante, hanno gravi lacune nella
conoscenza fede.
E saranno queste due categorie di
persone i
principali destinatari della nostra catechesi. Che, per
quanto riguarda gli adulti, ha caratteristiche proprie.
Essa si propone la formazione di una
persona cristianamente matura, in primo luogo quanto al modo di
pensare, di valutare, e quindi di discernere. Da questo deriva allora
una duplice esigenza.
- La prima è che la catechesi
prenda molto sul serio l’intima ragionevolezza della
fede.
- La seconda è che entri in un
dialogo molto serio con le difficoltà che oggi un adulto incontra
nel credere, e con le proposte anti-cristiane che gli vengono fatte.
Per questo il percorso formativo degli
adulti non può ridursi a corsi biblici.
Ma quali sono le ragioni che ci
spingono a un’opzione privilegiata per gli adulti?
Prima di tutto la grave fragilità in
cui oggi versa il soggetto cristiano. Una grave debolezza che
consiste nel non possedere una robusta capacità di giudizio di fede.
La conseguenza è che il fedele è «portato qua e là da ogni vento
di dottrina». Pensando alla grande potenza che oggi hanno i mezzi
della produzione del consenso, constatando che essi veicolano una
visione della vita contraria a quella cristiana non ci è difficile
prendere coscienza della drammatica situazione in cui si trova oggi
il credente, se non possiede una fede fortemente pensata. La fede
infatti non solo è capace di generare un modo di agire ma anche una
nuova intelligenza della realtà.
Ma c’è una seconda ragione che ci fa
avere particolarmente a cuore il mondo degli adulti. La fede
cristiana genera una nuova esistenza. Quando è robusta genera sempre
una cultura, cioè un nuovo modo di porsi nella vita: un nuovo
modo di pensare e vivere il matrimonio; un nuovo modo di pensare e
quindi di organizzare il lavoro (basta ricordare la grande
rivoluzione di san Benedetto che con il suo «ora et labora» per la
prima volta nella storia ha posto preghiera e lavoro allo stesso
livello); un nuovo modo di pensare e vivere la cittadinanza. È
questa «generazione di cultura» che oggi sembra drammaticamente
carente. Da questa carenza non si esce senza un forte impegno rivolto
agli adulti.
Un’ultima annotazione. Stiamo
assistendo all’oscurarsi delle evidenze originarie come per esempio
documenta la condizione in cui versa oggi l’istituzione
matrimoniale. Non era mai accaduto: si sono scardinati gli elementi
costitutivi non dico del sacramento, ma del matrimonio. Un altro
esempio in questa prospettiva è la radicale trasformazione che
stanno subendo gli ordinamenti giuridici. Che da trascrizioni sempre
perfettibili di esigenze di giustizia e di difesa soprattutto dei più
deboli, si trasformano ogni giorno di più in un insieme di tecniche
procedurali astratte al servizio dell’interesse degli individui. E
questo è tanto più grave perché un ordinamento giuridico traccia
il profilo del volto di un popolo. C’è infine un pericolo che non
possiamo sottovalutare: quello della diaspora invisibile. Secondo
questa teoria terminata la celebrazione festiva un adulto può
pensare la sua fede in rapporto alla vita come ritiene, in maniera
totalmente soggettiva. È evidente che se si accetta questa
interpretazione della proposta cristiana la catechesi degli adulti
perde molto della sua urgenza e rischia di limitarsi alla catechesi
morale. Ma il problema oggi centrale non è il problema morale. Il
problema vero è il tentativo di costruire un vissuto umano come se
Dio non ci fosse.
Per queste ragioni la diocesi sarà
chiamata a impegnarsi e a considerare la catechesi degli adulti la
vera priorità.
martedì 13 settembre 2011
Manifesti
Avete visto i cartelloni pubblicitari che stanno invadendo Bologna e dintorni con la campagna di un noto (a dire il vero non a me) marchio di moda? (questi per intenderci http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/03/foto/maddalena-21114852/1/)
Insomma, mentre facevo i conti con i miei dubbi e le mie perplessità sullo stile e sui contenuti di questa nuova campagna, mi è tornato in mente l'episodio di Fellini in Boccaccio 70... Ve lo ricordate? (http://www.youtube.com/watch?v=lHaXHqZ-uhE&feature=related) Satira felliniana a parte, credo sia importante interrogarsi sui messaggi che ci bombardano e soprattutto che investono i nostri ragazzi.
Questa sera, cercando in rete, ho trovato un'interessante analisi della campagna pubblicitaria in un blog che si occupa di comunicazione e in particolare dell'uso dell'immagine femminile nella pubblicità (http://comunicazionedigenere.wordpress.com/). Ve la propongo (in sintesi) qui di seguito. Chi è interessato può leggere l'articolo completo qui.
- - -
Probabilmente oggi dire di essere dalla parte delle donne, per alcuni, è una moda specialmente nel mondo del dio denaro, peccato che a volte i risultati lascino un po’ a desiderare, vi faccio un esempio: in questi giorni un noto marchio di abbigliamento , Fracomina, ha lanciato la sua nuova campagna pubblicitaria, che ha nell’immediato creato scompiglio per alcuni slogan utilizzati e in due comuni, Gallipoli e Brindisi, alcune immagini sono state censurate.
Le pubblicità censurate contenevano i seguenti claim:
“Sono Maria non sono vergine e ho una forte spiritualità”
“Sono Maddalena faccio la escort e non sono una ragazza facile”
Ed entrambe, come tutte le altre del resto, presentano donne bellissime e perfette.
Il marchio di Fracomina si pone come obiettivo, da quanto si legge sul loro sito, quello di sfatare i luoghi comuni:
“I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E’ un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al “gentil sesso”. Dall’intramontabile binomio di “bella e cretina” a quello, in senso opposto, di “brutta e intelligente”, la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché. Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) “disponibile”, così come un’affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E’ proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l’attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati.”
Ma quando poi si passa ai fatti?
Personalmente non noto una grande coerenza per i seguenti motivi:
1) Si parla di sfatare luoghi comuni, di rappresentare una donna libera dagli stereotipi ma le modelle nelle foto sono perfette e magrissime, gambe lunghissime, sensuali e sexy, rispecchiando così i canoni di bellezza che oggi vuole la società. Contengo lo stereotipo all’interno della lotta contro lo stereotipo.
2) I chiari richiami religiosi in quale modo aiutano le donne? Non è questa una semplice provocazione per avere una maggiore visibilità? Una Maria non vergine con una forte spiritualità o una Maddalena escort….come vanno a sfatare il luogo comune che vede una donna che indossa una minigonna come una di facili costumi?
3) Andare a strumentalizzare una professione come l’escort non va a sottolineare ancora di più la distinzione che oggi si fa fra “sante e puttane” fortificando ulteriormente lo stereotipo e creandone di nuovi?
(...)
Ritornando alla campagna pubblicitaria credo che sia semplicemente una creatura del contesto in cui viviamo, dove per varie vicessitudini e scandali politici la parola escort crea ancora di più scalpore e disappunto, e già ne abbiamo avuto esempio con le mutande del bunga bunga, la stessa Fracomina dichiara: “In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa….”
Identificano il loro modo di agire come una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso scrivendo inoltre: “A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza”
Combattere il maschilismo con la bellezza… ma non ritorniamo al solito stereotipo che una donna per essere riconosciuta deve essere bella?
Woman Evolution campaign è il nome della campagna… ma quale tipo di evolution è presente? Sussistono un sacco di stereotipi in queste immagini ed alcuni si vanno addirittura a fortificare, lo stile utilizzato sembra richiamare quello di Oliviero Toscani, il quale ha fatto della provocazione la sua arte, anche se questa volta, a parte un forte richiamo del suo modus operandi, non c’entra nulla. Ritroviamo un marchio che sfruttando e strumentalizzando determinate professioni messe in risalto dagli scandali politici, modi di essere che oggi non vengono ancora ben accettati (“Sono Chiara mi piacciono le donne e non amo i motori”) e richiami religiosi (Maria, Maddalena ed Eva) cerca visibilità, facendo credere di essere dalla parte delle donne e contro gli stereotipi che sussistono nella società odierna.
Insomma, mentre facevo i conti con i miei dubbi e le mie perplessità sullo stile e sui contenuti di questa nuova campagna, mi è tornato in mente l'episodio di Fellini in Boccaccio 70... Ve lo ricordate? (http://www.youtube.com/watch?v=lHaXHqZ-uhE&feature=related) Satira felliniana a parte, credo sia importante interrogarsi sui messaggi che ci bombardano e soprattutto che investono i nostri ragazzi.
Questa sera, cercando in rete, ho trovato un'interessante analisi della campagna pubblicitaria in un blog che si occupa di comunicazione e in particolare dell'uso dell'immagine femminile nella pubblicità (http://comunicazionedigenere.wordpress.com/). Ve la propongo (in sintesi) qui di seguito. Chi è interessato può leggere l'articolo completo qui.
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Probabilmente oggi dire di essere dalla parte delle donne, per alcuni, è una moda specialmente nel mondo del dio denaro, peccato che a volte i risultati lascino un po’ a desiderare, vi faccio un esempio: in questi giorni un noto marchio di abbigliamento , Fracomina, ha lanciato la sua nuova campagna pubblicitaria, che ha nell’immediato creato scompiglio per alcuni slogan utilizzati e in due comuni, Gallipoli e Brindisi, alcune immagini sono state censurate.
Le pubblicità censurate contenevano i seguenti claim:
“Sono Maria non sono vergine e ho una forte spiritualità”
“Sono Maddalena faccio la escort e non sono una ragazza facile”
Ed entrambe, come tutte le altre del resto, presentano donne bellissime e perfette.
Il marchio di Fracomina si pone come obiettivo, da quanto si legge sul loro sito, quello di sfatare i luoghi comuni:
“I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E’ un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al “gentil sesso”. Dall’intramontabile binomio di “bella e cretina” a quello, in senso opposto, di “brutta e intelligente”, la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché. Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) “disponibile”, così come un’affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E’ proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l’attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati.”
Ma quando poi si passa ai fatti?
Personalmente non noto una grande coerenza per i seguenti motivi:
1) Si parla di sfatare luoghi comuni, di rappresentare una donna libera dagli stereotipi ma le modelle nelle foto sono perfette e magrissime, gambe lunghissime, sensuali e sexy, rispecchiando così i canoni di bellezza che oggi vuole la società. Contengo lo stereotipo all’interno della lotta contro lo stereotipo.
2) I chiari richiami religiosi in quale modo aiutano le donne? Non è questa una semplice provocazione per avere una maggiore visibilità? Una Maria non vergine con una forte spiritualità o una Maddalena escort….come vanno a sfatare il luogo comune che vede una donna che indossa una minigonna come una di facili costumi?
3) Andare a strumentalizzare una professione come l’escort non va a sottolineare ancora di più la distinzione che oggi si fa fra “sante e puttane” fortificando ulteriormente lo stereotipo e creandone di nuovi?
(...)
Ritornando alla campagna pubblicitaria credo che sia semplicemente una creatura del contesto in cui viviamo, dove per varie vicessitudini e scandali politici la parola escort crea ancora di più scalpore e disappunto, e già ne abbiamo avuto esempio con le mutande del bunga bunga, la stessa Fracomina dichiara: “In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa….”
Identificano il loro modo di agire come una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso scrivendo inoltre: “A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza”
Combattere il maschilismo con la bellezza… ma non ritorniamo al solito stereotipo che una donna per essere riconosciuta deve essere bella?
Woman Evolution campaign è il nome della campagna… ma quale tipo di evolution è presente? Sussistono un sacco di stereotipi in queste immagini ed alcuni si vanno addirittura a fortificare, lo stile utilizzato sembra richiamare quello di Oliviero Toscani, il quale ha fatto della provocazione la sua arte, anche se questa volta, a parte un forte richiamo del suo modus operandi, non c’entra nulla. Ritroviamo un marchio che sfruttando e strumentalizzando determinate professioni messe in risalto dagli scandali politici, modi di essere che oggi non vengono ancora ben accettati (“Sono Chiara mi piacciono le donne e non amo i motori”) e richiami religiosi (Maria, Maddalena ed Eva) cerca visibilità, facendo credere di essere dalla parte delle donne e contro gli stereotipi che sussistono nella società odierna.
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venerdì 9 settembre 2011
Scapaccioni svedesi
Copio per i lettori del blog (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) il pezzo scritto da Don Antonio Mazzi sugli "scapaccioni svedesi" (Famiglia Cristiana n.37 oppure http://www.exodus.it/exodus/)
Ho evidenziato alcuni passaggi che mi sembrano significativi
- - -
Lo scapaccione? Meglio dell'indifferenza
Potremmo chiamarlo “lo schiaffo dei fiordi” vista la notorietà che ha assunto in poche ore. Giovanni C., consigliere comunale di Canosa di Puglia, ha trascorso tre giorni e due notti in cella perché, durante una crociera tra i fiordi della Svezia, pare abbia tirato un paio di ceffoni al figlio dodicenne. Faceva le bizze (come sanno fare egregiamente i bambini-ragazzi italiani) per non entrare al ristorante dove l’intera famiglia aveva deciso di pranzare.
In Svezia picchiare un bambino è reato punibile con due giorni di reclusione. E qui si sono scatenate le opinioni. L’applicazione secca, indiscriminata di una regola, senza la minima contestualizzazione, secondo me può procurare conseguenze peggiori del fatto stesso, soprattutto in campo educativo.
Mezzo mondo familiare dovrebbe farsi non due giorni ma mesi di guardina. Lo scapaccione, soprattutto nella cultura italiana, è lontanissimo dal concetto di violenza e di cattiveria, che giustificherebbe la sanzione.
Non credo di essere uno psicologo raffinato se dico che al figlio e al fratello minore, la scomparsa del padre (e della madre) in un paese sconosciuto, abbia creato profondo malessere e un pesante senso di colpa.
Rimproverare, alzare la voce, dare una tiratina di orecchi, allungare uno scappellotto sul sedere, credo sia la via più sbrigativa e semplice per smontare alcune manfrine dei nostri cicciobelli.
Alcune venature selvatiche ed egoistiche, che i bambini custodiscono caparbiamente tra i loro difetti, solo un pazientissimo e costante colloquio, soprattutto durante le ferie, fa loro capire la diversità tra capriccio e doveri, tra obbedienza, magari, antipatica e golosità poco sana, perché spesso i nostri figli tra un pranzo e un lecca-lecca, sanno cosa scegliere.
Torno alle applicazioni secche delle normative. Non mi sono mai augurato che i capricci esplodano senza limiti? Intervenire significa intanto presenza, attenzione, interesse non subito razionalizzato ma che, con il tempo, verrà interiorizzato e capito.
In educazione di assoluto c’è solo l’amore gratuito e genuino, seguito da rapporti profondi, rassicuranti, sereni, positivi e quando occorre energici. Le piccole eccezioni (come l’urlata o lo scapaccione) servono solo per confermare regole già conosciute e atteggiamenti già discussi.
La parola sberla può essere letta in cento modi ma quando le relazioni tra padre-madre e figli sono autentiche, non le indeboliscono ma le rafforzano. Mi preoccupano, invece, molto di più, i non interventi, le presenze passive dei genitori moderni.
Spesso più capricciosi dei loro figli e incapaci di capire che i figli hanno il diritto di essere educati e non il privilegio di essere viziati.
Don Antonio Mazzi
Ho evidenziato alcuni passaggi che mi sembrano significativi
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Lo scapaccione? Meglio dell'indifferenza
Potremmo chiamarlo “lo schiaffo dei fiordi” vista la notorietà che ha assunto in poche ore. Giovanni C., consigliere comunale di Canosa di Puglia, ha trascorso tre giorni e due notti in cella perché, durante una crociera tra i fiordi della Svezia, pare abbia tirato un paio di ceffoni al figlio dodicenne. Faceva le bizze (come sanno fare egregiamente i bambini-ragazzi italiani) per non entrare al ristorante dove l’intera famiglia aveva deciso di pranzare.
In Svezia picchiare un bambino è reato punibile con due giorni di reclusione. E qui si sono scatenate le opinioni. L’applicazione secca, indiscriminata di una regola, senza la minima contestualizzazione, secondo me può procurare conseguenze peggiori del fatto stesso, soprattutto in campo educativo.
Mezzo mondo familiare dovrebbe farsi non due giorni ma mesi di guardina. Lo scapaccione, soprattutto nella cultura italiana, è lontanissimo dal concetto di violenza e di cattiveria, che giustificherebbe la sanzione.
Non credo di essere uno psicologo raffinato se dico che al figlio e al fratello minore, la scomparsa del padre (e della madre) in un paese sconosciuto, abbia creato profondo malessere e un pesante senso di colpa.
Rimproverare, alzare la voce, dare una tiratina di orecchi, allungare uno scappellotto sul sedere, credo sia la via più sbrigativa e semplice per smontare alcune manfrine dei nostri cicciobelli.
Alcune venature selvatiche ed egoistiche, che i bambini custodiscono caparbiamente tra i loro difetti, solo un pazientissimo e costante colloquio, soprattutto durante le ferie, fa loro capire la diversità tra capriccio e doveri, tra obbedienza, magari, antipatica e golosità poco sana, perché spesso i nostri figli tra un pranzo e un lecca-lecca, sanno cosa scegliere.
Torno alle applicazioni secche delle normative. Non mi sono mai augurato che i capricci esplodano senza limiti? Intervenire significa intanto presenza, attenzione, interesse non subito razionalizzato ma che, con il tempo, verrà interiorizzato e capito.
In educazione di assoluto c’è solo l’amore gratuito e genuino, seguito da rapporti profondi, rassicuranti, sereni, positivi e quando occorre energici. Le piccole eccezioni (come l’urlata o lo scapaccione) servono solo per confermare regole già conosciute e atteggiamenti già discussi.
La parola sberla può essere letta in cento modi ma quando le relazioni tra padre-madre e figli sono autentiche, non le indeboliscono ma le rafforzano. Mi preoccupano, invece, molto di più, i non interventi, le presenze passive dei genitori moderni.
Spesso più capricciosi dei loro figli e incapaci di capire che i figli hanno il diritto di essere educati e non il privilegio di essere viziati.
Don Antonio Mazzi
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venerdì 2 settembre 2011
Nuovo calendario parrocchiale
Ciao a tutti. Sul nostro blog (http://famigliecastenaso.blogspot.com/) è possibile visualizzare e scaricare il nuovo calendario parrocchiale. In modo particolare vi invito a prendere nota delle serate di catechesi/formazione che avranno luogo presso la Chiesa Nuova durante la settimana della Madonna del Buon Consiglio, a partire da LUN 26/9.
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mercoledì 24 agosto 2011
Artisti in Festa
Rilancio agli iscritti a questa lista e ai lettori del blog l'invito che ho ricevuto da Angela qualche giorno fa.
Marco
---
Carissimi.
Siete invitati in occasione della festa, alla mostra di artisti del gruppo A.M.A, presso il teatro parrocchiale di Castenaso sabato 27 agosto 2011 inaugurazione alle ore 18,30. Sarà presente il parroco Don Francesco Finelli. La mostra proseguirà per tutto il tempo della festa. Vi aspettiamo con gioia. A presto Angela
sab 27.08.11 ore 18,30--22,30
dom 28.08.11 ore 18,00-22,30
lun 29.08.11 ore 18,30--22,30
-
sab 03.09.11 ore 18,00--22,30
dom 04.09.11 ore 18,00--22,30
Parrocchia S. Giovanni Battista
v. Tosarelli n .71 - Castenaso (Bo)
Marco
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Carissimi.
Siete invitati in occasione della festa, alla mostra di artisti del gruppo A.M.A, presso il teatro parrocchiale di Castenaso sabato 27 agosto 2011 inaugurazione alle ore 18,30. Sarà presente il parroco Don Francesco Finelli. La mostra proseguirà per tutto il tempo della festa. Vi aspettiamo con gioia. A presto Angela
sab 27.08.11 ore 18,30--22,30
dom 28.08.11 ore 18,00-22,30
lun 29.08.11 ore 18,30--22,30
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sab 03.09.11 ore 18,00--22,30
dom 04.09.11 ore 18,00--22,30
Parrocchia S. Giovanni Battista
v. Tosarelli n .71 - Castenaso (Bo)
venerdì 8 luglio 2011
Diario di viaggio (2 di 2)
Pubblichiamo la seconda parte del racconto del recente viaggio a Medjugorje compiuto da un gruppo di cittadini e parrocchiani della zona di Castenaso. Il diario di viaggio è di Licia, che ringrazio per la sua preziosa e toccante testimonianza.
E questa di Giovanni Paolo II a un vescovo:
La prima parte si può leggere a questo indirizzo:
http://famigliecastenaso.blogspot.com/2011/07/diario-di-viaggio-1-di-2.html- - -
Venerdì 3 giugno
Dopo colazione, partenza alle 6.45, chi a piedi, chi in taxi, per l’incontro con un’altra veggente Viska, il suo compito è di pregare per gli ammalati (è malata lei stessa), le famiglie (lei stessa è madre di famiglia), i giovani, le anime del Purgatorio.
Questa volta riusciamo ad avvicinarci di più e riusciamo ad intravvederla, mentre parla ai pellegrini prima in polacco, poi in italiano, tradotta in francese. Ci racconta quello che le dice la Madonna durante le sue apparizioni quotidiane, in particolare raccomanda a tutti di pregare molto, alle persone sane di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua, di accostarsi quotidianamente all’Eucarestia, di confessarsi spesso, di recitare il Rosario ogni giorno.
Mi hanno colpito le grida strazianti di una persona, la richiesta al microfono di un sacerdote, come di solito si chiede di un medico quando qualcuno si sente male, ci è stato chiesto di pregare insieme: una preghiera di esorcismo a san Michele Arcangelo.
Poi facciamo ritorno, attraversi i campi, per la S. Messa delle 11.00.
Sul percorso, la gente del luogo improvvisa bancarelle in cui tenta di vendere di tutto: madonne di ogni tipo, tovaglie ricamate, frutta fresca e secca, miele, perfino tartarughe! E poi corone del rosario a non finire.
Dopo pranzo si parte in pullman per una località, a circa un’ora di distanza, in cui c’è un bel santuario francescano dove nel 1945 sono stati bruciati vivi, dagli uomini di Tito, 66 frati che avevano scelto di non abbandonare il loro convento, nonostante le minacce.
Il priore ci ha raccontato, tradotto dalla guida Adriana, di tutte le persecuzioni subite dai croati dal regime comunista, in particolare sacerdoti e religiosi uccisi, distrutto il liceo, fiore all’occhiello della cultura cristiana del luogo, distrutti i 6 pianoforti, nel tentativo di annientare la cultura dei Croati di Bosnia-Erzegovina. Ma la grande fede di quella gente è sopravvissuta a tutte le persecuzioni.
Ora è in corso la causa di beatificazione di quei frati martiri.
Ma anche ora questi cristiani non hanno pace, si sentono minacciati dalla maggioranza musulmana con cui pure avevano vissuto in pace per tanti anni, si sentono terra di frontiera, abbandonati dai cristiani di Croazia, si sentono fragili in questo complicato equilibrio che le forze multinazionali di pace stanno tentando di costruire dopo la guerra.
Dopo una visita al luogo, torniamo in albergo per la cena.
La Madonna ha annunciato a Ivan che questa sera apparirà sul Podbrdo alle 22.00 per tutti i pellegrini. I più coraggiosi sono ripartiti, dopo cena, per salire sulla collina, non c’è illuminazione, bisogna portare con sé le torce per farsi luce in quel terreno sassoso.
Per chi non se la sente, c’è l’adorazione della croce che, come tutti venerdì, sostituisce l’adorazione eucaristica della sera: una grande croce è sull’altare, illuminata nel buio. Di lato c’è un’immagine della Madonna.
Io, e molti altri, ci accontentiamo di guardare, dal piazzale della chiesa, dopo l’adorazione, in direzione della collina, recitando il rosario. Il percorso è riconoscibile dai puntini luminosi delle torce dei pellegrini che salgono.
Poi alle 22 si fa tutto buio. Non vedendo più niente decido di tornare in albergo. Dopo pochi passi guardo la collina per l’ultima volta e vedo che il crinale è ora tutto illuminato da una bella luce.
Penso che abbiano acceso dei faretti, rimango ancora qualche minuto a godermi lo spettacolo, e poi vado a dormire.
La mattina dopo mi racconta, chi è stato lassù, che sono rimasti completamente al buio per tutto il tempo dell’apparizione, 15/20 minuti, non c’era nessun faretto né torcia accesa. Solo un piacevole venticello.
Sabato 4 giugno
L’appuntamento è oggi nel piazzale per l’incontro-testimonianza degli italiani con il veggente Ivan
Tradotto in italiano proprio dalla nostra guida Anka. Riporto solo alcuni spunti di quest’ uomo, allievo da 30 anni alla scuola della Madonna:
- La nostra conversione si attua giorno per ogni giorno per tutta la vita, ogni volta che dobbiamo fare una scelta, piccola o grande, possiamo scegliere il bene o il male.
- Tutto il male dipende dall’allontanamento da Dio delle persone, delle famiglie, della Chiesa. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera, è una responsabilità di tutti i credenti. La Chiesa va male se smettiamo di pregare e va bene se ricominciamo a pregare, perché siamo noi la Chiesa.
- La crisi vocazionale dipende dal fatto che non si prega nelle famiglie, perché è lì che nascono le vocazioni
- Pregare insieme, col cuore, non solo con le labbra e con l’orologio sott’occhio
- Pregare tutti per la pace
- Tenere la Bibbia in vista, leggere una frase tutti i giorni e viverla nella propria vita
- Per la fede non esistono fine-settimana o vacanze. Nella Bibbia è scritto 365 volte: non abbiate paura! Tutti i giorni.
- Confidare in Maria che ci è madre e non ci fa mancare niente
- La Madonna ripete sempre le stesse raccomandazioni come una mamma ripete infinite volte a un figlio le stesse raccomandazioni. Infatti non basta dire una volta a un figlio: studia! e poi lui studia per sempre.
- I messaggi della Madonna si possono ricondurre tutti a pochi punti: preghiera, digiuno, penitenza, Eucarestia, Bibbia, gioia, amore.
Dopo Ivan, prende la parola un frate francescano: padre Danka
Una bellissima testimonianza sull’importanza della preghiera, almeno un’ora al giorno, dice.
E poi ci invita ad entrare nello spirito di una preghiera spontanea guidata da lui.
C’è molto raccoglimento e tutti ascoltano e pregano in silenzio insieme a lui.
Nei dintorni della chiesa, in molti punti, si vedono sacerdoti che confessano e tanta gente che aspetta in lunghe file. E poi si dice che la confessione è un sacramento in crisi.
Prima della S. Messa c’è tempo per andare nel negozio dei francescani a comperare i ricordini da portare a casa.
Dopo pranzo ci aspetta la parte più difficile: la salita al monte della croce meditando la via crucis, con il prezioso aiuto di Anka, che alterna sempre riflessioni “teologiche “ a racconti di storia del suo popolo.
Rientriamo stanchi ma felici.
Dopo cena, l’ultima adorazione: domani, dopo la S. Messa in italiano delle ore 6.30 si dovrà ripartire.
Che tesoro prezioso ci porteremo a casa, nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle nostre parrocchie! Riusciremo a comunicare agli altri la nostra gioia di essere stati qui, l’entusiasmo di cui siamo carichi? Terremo fede ai buoni propositi fatti in questo luogo di spiritualità?
Come affronteremo il rifiuto di chi non crede in Dio, nonostante qui abbiamo visto tante prove della sua esistenza e del suo amore per noi. E, ancor peggio, come affronteremo lo scetticismo di chi, credente, pensa che questa sia tutta una montatura per far soldi?
Nel libro di A. Socci “I segreti di Carol Wojtyla” leggo questa frase di Joseph Ratzinger:
http://famigliecastenaso.blogspot.com/2011/07/diario-di-viaggio-1-di-2.html- - -
Venerdì 3 giugno
Dopo colazione, partenza alle 6.45, chi a piedi, chi in taxi, per l’incontro con un’altra veggente Viska, il suo compito è di pregare per gli ammalati (è malata lei stessa), le famiglie (lei stessa è madre di famiglia), i giovani, le anime del Purgatorio.
Questa volta riusciamo ad avvicinarci di più e riusciamo ad intravvederla, mentre parla ai pellegrini prima in polacco, poi in italiano, tradotta in francese. Ci racconta quello che le dice la Madonna durante le sue apparizioni quotidiane, in particolare raccomanda a tutti di pregare molto, alle persone sane di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua, di accostarsi quotidianamente all’Eucarestia, di confessarsi spesso, di recitare il Rosario ogni giorno.
Mi hanno colpito le grida strazianti di una persona, la richiesta al microfono di un sacerdote, come di solito si chiede di un medico quando qualcuno si sente male, ci è stato chiesto di pregare insieme: una preghiera di esorcismo a san Michele Arcangelo.
Poi facciamo ritorno, attraversi i campi, per la S. Messa delle 11.00.
Sul percorso, la gente del luogo improvvisa bancarelle in cui tenta di vendere di tutto: madonne di ogni tipo, tovaglie ricamate, frutta fresca e secca, miele, perfino tartarughe! E poi corone del rosario a non finire.
Dopo pranzo si parte in pullman per una località, a circa un’ora di distanza, in cui c’è un bel santuario francescano dove nel 1945 sono stati bruciati vivi, dagli uomini di Tito, 66 frati che avevano scelto di non abbandonare il loro convento, nonostante le minacce.
Il priore ci ha raccontato, tradotto dalla guida Adriana, di tutte le persecuzioni subite dai croati dal regime comunista, in particolare sacerdoti e religiosi uccisi, distrutto il liceo, fiore all’occhiello della cultura cristiana del luogo, distrutti i 6 pianoforti, nel tentativo di annientare la cultura dei Croati di Bosnia-Erzegovina. Ma la grande fede di quella gente è sopravvissuta a tutte le persecuzioni.
Ora è in corso la causa di beatificazione di quei frati martiri.
Ma anche ora questi cristiani non hanno pace, si sentono minacciati dalla maggioranza musulmana con cui pure avevano vissuto in pace per tanti anni, si sentono terra di frontiera, abbandonati dai cristiani di Croazia, si sentono fragili in questo complicato equilibrio che le forze multinazionali di pace stanno tentando di costruire dopo la guerra.
Dopo una visita al luogo, torniamo in albergo per la cena.
La Madonna ha annunciato a Ivan che questa sera apparirà sul Podbrdo alle 22.00 per tutti i pellegrini. I più coraggiosi sono ripartiti, dopo cena, per salire sulla collina, non c’è illuminazione, bisogna portare con sé le torce per farsi luce in quel terreno sassoso.
Per chi non se la sente, c’è l’adorazione della croce che, come tutti venerdì, sostituisce l’adorazione eucaristica della sera: una grande croce è sull’altare, illuminata nel buio. Di lato c’è un’immagine della Madonna.
Io, e molti altri, ci accontentiamo di guardare, dal piazzale della chiesa, dopo l’adorazione, in direzione della collina, recitando il rosario. Il percorso è riconoscibile dai puntini luminosi delle torce dei pellegrini che salgono.
Poi alle 22 si fa tutto buio. Non vedendo più niente decido di tornare in albergo. Dopo pochi passi guardo la collina per l’ultima volta e vedo che il crinale è ora tutto illuminato da una bella luce.
Penso che abbiano acceso dei faretti, rimango ancora qualche minuto a godermi lo spettacolo, e poi vado a dormire.
La mattina dopo mi racconta, chi è stato lassù, che sono rimasti completamente al buio per tutto il tempo dell’apparizione, 15/20 minuti, non c’era nessun faretto né torcia accesa. Solo un piacevole venticello.
Sabato 4 giugno
L’appuntamento è oggi nel piazzale per l’incontro-testimonianza degli italiani con il veggente Ivan
Tradotto in italiano proprio dalla nostra guida Anka. Riporto solo alcuni spunti di quest’ uomo, allievo da 30 anni alla scuola della Madonna:
- La nostra conversione si attua giorno per ogni giorno per tutta la vita, ogni volta che dobbiamo fare una scelta, piccola o grande, possiamo scegliere il bene o il male.
- Tutto il male dipende dall’allontanamento da Dio delle persone, delle famiglie, della Chiesa. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera, è una responsabilità di tutti i credenti. La Chiesa va male se smettiamo di pregare e va bene se ricominciamo a pregare, perché siamo noi la Chiesa.
- La crisi vocazionale dipende dal fatto che non si prega nelle famiglie, perché è lì che nascono le vocazioni
- Pregare insieme, col cuore, non solo con le labbra e con l’orologio sott’occhio
- Pregare tutti per la pace
- Tenere la Bibbia in vista, leggere una frase tutti i giorni e viverla nella propria vita
- Per la fede non esistono fine-settimana o vacanze. Nella Bibbia è scritto 365 volte: non abbiate paura! Tutti i giorni.
- Confidare in Maria che ci è madre e non ci fa mancare niente
- La Madonna ripete sempre le stesse raccomandazioni come una mamma ripete infinite volte a un figlio le stesse raccomandazioni. Infatti non basta dire una volta a un figlio: studia! e poi lui studia per sempre.
- I messaggi della Madonna si possono ricondurre tutti a pochi punti: preghiera, digiuno, penitenza, Eucarestia, Bibbia, gioia, amore.
Dopo Ivan, prende la parola un frate francescano: padre Danka
Una bellissima testimonianza sull’importanza della preghiera, almeno un’ora al giorno, dice.
E poi ci invita ad entrare nello spirito di una preghiera spontanea guidata da lui.
C’è molto raccoglimento e tutti ascoltano e pregano in silenzio insieme a lui.
Nei dintorni della chiesa, in molti punti, si vedono sacerdoti che confessano e tanta gente che aspetta in lunghe file. E poi si dice che la confessione è un sacramento in crisi.
Prima della S. Messa c’è tempo per andare nel negozio dei francescani a comperare i ricordini da portare a casa.
Dopo pranzo ci aspetta la parte più difficile: la salita al monte della croce meditando la via crucis, con il prezioso aiuto di Anka, che alterna sempre riflessioni “teologiche “ a racconti di storia del suo popolo.
Rientriamo stanchi ma felici.
Dopo cena, l’ultima adorazione: domani, dopo la S. Messa in italiano delle ore 6.30 si dovrà ripartire.
Che tesoro prezioso ci porteremo a casa, nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle nostre parrocchie! Riusciremo a comunicare agli altri la nostra gioia di essere stati qui, l’entusiasmo di cui siamo carichi? Terremo fede ai buoni propositi fatti in questo luogo di spiritualità?
Come affronteremo il rifiuto di chi non crede in Dio, nonostante qui abbiamo visto tante prove della sua esistenza e del suo amore per noi. E, ancor peggio, come affronteremo lo scetticismo di chi, credente, pensa che questa sia tutta una montatura per far soldi?
Nel libro di A. Socci “I segreti di Carol Wojtyla” leggo questa frase di Joseph Ratzinger:
“Non possiamo certo impedire a Dio di parlare a questo nostro tempo, anche attraverso persone semplici e segni straordinari che rivelano l’insufficienza di una cultura come la nostra, marchiata dal razionalismo.”
E questa di Giovanni Paolo II a un vescovo:
“Medjugorie è il centro spirituale del mondo”
E questa confidenza, fatta da Giovanni Paolo II alla veggente Mirjana nel pellegrinaggio dei croati a Roma del 1987 per l’anno santo mariano:
“Se non fossi stato papa sarei già venuto a Medjugorje.
Ma anche se non sono potuto venire, so tutto e seguo tutto.
Proteggete Medjugorie: è la speranza del mondo”.
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