mercoledì 24 agosto 2011

Artisti in Festa

Rilancio agli iscritti a questa lista e ai lettori del blog l'invito che ho ricevuto da Angela qualche giorno fa.
Marco

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Carissimi.
Siete invitati in occasione della festa, alla mostra di artisti del gruppo A.M.A, presso il teatro parrocchiale di Castenaso sabato 27 agosto 2011 inaugurazione alle ore 18,30. Sarà presente il parroco Don Francesco Finelli. La mostra proseguirà per tutto il tempo della festa. Vi aspettiamo con gioia. A presto Angela

sab 27.08.11 ore 18,30--22,30
dom 28.08.11 ore 18,00-22,30
lun 29.08.11 ore 18,30--22,30
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sab 03.09.11 ore 18,00--22,30
dom 04.09.11 ore 18,00--22,30

Parrocchia S. Giovanni Battista
v. Tosarelli n .71 - Castenaso (Bo)

venerdì 8 luglio 2011

Diario di viaggio (2 di 2)

Pubblichiamo la seconda parte del racconto del recente viaggio a Medjugorje compiuto da un gruppo di cittadini e parrocchiani della zona di Castenaso. Il diario di viaggio è di Licia, che ringrazio per la sua preziosa e toccante testimonianza.

La prima parte si può leggere a questo indirizzo:
http://famigliecastenaso.blogspot.com/2011/07/diario-di-viaggio-1-di-2.html
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Venerdì 3 giugno

Dopo colazione, partenza alle 6.45, chi a piedi, chi in taxi, per l’incontro con un’altra veggente Viska, il suo compito è di pregare per gli ammalati (è malata lei stessa), le famiglie (lei stessa è madre di famiglia), i giovani, le anime del Purgatorio.
Questa volta riusciamo ad avvicinarci di più e riusciamo ad intravvederla, mentre parla ai pellegrini prima in polacco, poi in italiano, tradotta in francese. Ci racconta quello che le dice la Madonna durante le sue apparizioni quotidiane, in particolare raccomanda a tutti di pregare molto, alle persone sane di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua, di accostarsi quotidianamente all’Eucarestia, di confessarsi spesso, di recitare il Rosario ogni giorno.

Mi hanno colpito le grida strazianti di una persona, la richiesta al microfono di un sacerdote, come di solito si chiede di un medico quando qualcuno si sente male, ci è stato chiesto di pregare insieme: una preghiera di esorcismo a san Michele Arcangelo.

Poi facciamo ritorno, attraversi i campi, per la S. Messa delle 11.00.
Sul percorso, la gente del luogo improvvisa bancarelle in cui tenta di vendere di tutto: madonne di ogni tipo, tovaglie ricamate, frutta fresca e secca, miele, perfino tartarughe! E poi corone del rosario a non finire.

Dopo pranzo si parte in pullman per una località, a circa un’ora di distanza, in cui c’è un bel santuario francescano dove nel 1945 sono stati bruciati vivi, dagli uomini di Tito, 66 frati che avevano scelto di non abbandonare il loro convento, nonostante le minacce.
Il priore ci ha raccontato, tradotto dalla guida Adriana, di tutte le persecuzioni subite dai croati dal regime comunista, in particolare sacerdoti e religiosi uccisi, distrutto il liceo, fiore all’occhiello della cultura cristiana del luogo, distrutti i 6 pianoforti, nel tentativo di annientare la cultura dei Croati di Bosnia-Erzegovina. Ma la grande fede di quella gente è sopravvissuta a tutte le persecuzioni.
Ora è in corso la causa di beatificazione di quei frati martiri.
Ma anche ora questi cristiani non hanno pace, si sentono minacciati dalla maggioranza musulmana con cui pure avevano vissuto in pace per tanti anni, si sentono terra di frontiera, abbandonati dai cristiani di Croazia, si sentono fragili in questo complicato equilibrio che le forze multinazionali di pace stanno tentando di costruire dopo la guerra.

Dopo una visita al luogo, torniamo in albergo per la cena.

La Madonna ha annunciato a Ivan che questa sera apparirà sul Podbrdo alle 22.00 per tutti i pellegrini. I più coraggiosi sono ripartiti, dopo cena, per salire sulla collina, non c’è illuminazione, bisogna portare con sé le torce per farsi luce in quel terreno sassoso.

Per chi non se la sente, c’è l’adorazione della croce che, come tutti venerdì, sostituisce l’adorazione eucaristica della sera: una grande croce è sull’altare, illuminata nel buio. Di lato c’è un’immagine della Madonna.

Io, e molti altri, ci accontentiamo di guardare, dal piazzale della chiesa, dopo l’adorazione, in direzione della collina, recitando il rosario. Il percorso è riconoscibile dai puntini luminosi delle torce dei pellegrini che salgono.

Poi alle 22 si fa tutto buio. Non vedendo più niente decido di tornare in albergo. Dopo pochi passi guardo la collina per l’ultima volta e vedo che il crinale è ora tutto illuminato da una bella luce.

Penso che abbiano acceso dei faretti, rimango ancora qualche minuto a godermi lo spettacolo, e poi vado a dormire.

La mattina dopo mi racconta, chi è stato lassù, che sono rimasti completamente al buio per tutto il tempo dell’apparizione, 15/20 minuti, non c’era nessun faretto né torcia accesa. Solo un piacevole venticello.

Sabato 4 giugno

L’appuntamento è oggi nel piazzale per l’incontro-testimonianza degli italiani con il veggente Ivan
Tradotto in italiano proprio dalla nostra guida Anka. Riporto solo alcuni spunti di quest’ uomo, allievo da 30 anni alla scuola della Madonna:
- La nostra conversione si attua giorno per ogni giorno per tutta la vita, ogni volta che dobbiamo fare una scelta, piccola o grande, possiamo scegliere il bene o il male.
- Tutto il male dipende dall’allontanamento da Dio delle persone, delle famiglie, della Chiesa. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera, è una responsabilità di tutti i credenti. La Chiesa va male se smettiamo di pregare e va bene se ricominciamo a pregare, perché siamo noi la Chiesa.
- La crisi vocazionale dipende dal fatto che non si prega nelle famiglie, perché è lì che nascono le vocazioni
- Pregare insieme, col cuore, non solo con le labbra e con l’orologio sott’occhio
- Pregare tutti per la pace
- Tenere la Bibbia in vista, leggere una frase tutti i giorni e viverla nella propria vita
- Per la fede non esistono fine-settimana o vacanze. Nella Bibbia è scritto 365 volte: non abbiate paura! Tutti i giorni.
- Confidare in Maria che ci è madre e non ci fa mancare niente
- La Madonna ripete sempre le stesse raccomandazioni come una mamma ripete infinite volte a un figlio le stesse raccomandazioni. Infatti non basta dire una volta a un figlio: studia! e poi lui studia per sempre.
- I messaggi della Madonna si possono ricondurre tutti a pochi punti: preghiera, digiuno, penitenza, Eucarestia, Bibbia, gioia, amore.

Dopo Ivan, prende la parola un frate francescano: padre Danka
Una bellissima testimonianza sull’importanza della preghiera, almeno un’ora al giorno, dice.
E poi ci invita ad entrare nello spirito di una preghiera spontanea guidata da lui.
C’è molto raccoglimento e tutti ascoltano e pregano in silenzio insieme a lui.
Nei dintorni della chiesa, in molti punti, si vedono sacerdoti che confessano e tanta gente che aspetta in lunghe file. E poi si dice che la confessione è un sacramento in crisi.

Prima della S. Messa c’è tempo per andare nel negozio dei francescani a comperare i ricordini da portare a casa.

Dopo pranzo ci aspetta la parte più difficile: la salita al monte della croce meditando la via crucis, con il prezioso aiuto di Anka, che alterna sempre riflessioni “teologiche “ a racconti di storia del suo popolo.
Rientriamo stanchi ma felici.
Dopo cena, l’ultima adorazione: domani, dopo la S. Messa in italiano delle ore 6.30 si dovrà ripartire.

Che tesoro prezioso ci porteremo a casa, nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle nostre parrocchie! Riusciremo a comunicare agli altri la nostra gioia di essere stati qui, l’entusiasmo di cui siamo carichi? Terremo fede ai buoni propositi fatti in questo luogo di spiritualità?
Come affronteremo il rifiuto di chi non crede in Dio, nonostante qui abbiamo visto tante prove della sua esistenza e del suo amore per noi. E, ancor peggio, come affronteremo lo scetticismo di chi, credente, pensa che questa sia tutta una montatura per far soldi?

Nel libro di A. Socci “I segreti di Carol Wojtyla” leggo questa frase di Joseph Ratzinger:
“Non possiamo certo impedire a Dio di parlare a questo nostro tempo, anche attraverso persone semplici e segni straordinari che rivelano l’insufficienza di una cultura come la nostra, marchiata dal razionalismo.”

E questa di Giovanni Paolo II a un vescovo: 
“Medjugorie è il centro spirituale del mondo”


E questa confidenza, fatta da Giovanni Paolo II alla veggente Mirjana nel pellegrinaggio dei croati a Roma del 1987 per l’anno santo mariano:

“Se non fossi stato papa sarei già venuto a Medjugorje.
Ma anche se non sono potuto venire, so tutto e seguo tutto.
Proteggete Medjugorie: è la speranza del mondo”.




martedì 5 luglio 2011

Diario di viaggio (1 di 2)

Pubblichiamo la prima parte del racconto del recente viaggio a Medjugorje compiuto da un gruppo di cittadini e parrocchiani della zona di Castenaso. Il diario di viaggio è di Licia.
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Medjugorje 1-5 giugno 2011
Diario di viaggio

Mercoledì 1 giugno
Partenza alle ore 6.00 da Fiesso di due pullman: destinazione Medjugorje. E’ con noi don Mauro.
Passiamo oltre Trieste il confine con la Slovenia (area Schengen, senza controlli alle frontiere) poi la Croazia e infine entriamo in Bosnia-Erzegovina.

La Bosnia-Erzegovina, nata nel 1992 dallo scioglimento della ex-Jugoslavia, è un territorio tuttora sotto tutela internazionale, spartito in 2 entità:
- Federazione croato-bosniaca di Bosnia-Erzegovina (51% della popolazione) con presenza di cattolici 8% e musulmani 92%
- Repubblica serba di Bosnia-Erzegovina (49% della popolazione) di religione cristiano ortodossa

La capitale è Sarajevo. Si parlano 3 lingue serbo, bosniaco e croato.
Medjugorje è in Erzegovina terra di antichissima tradizione cattolica, di lingua croata.
La distanza da Bologna è di circa 900 km.

Arriviamo verso le 20:00 in albergo, sistemazione nelle camere e cena.
Nonostante la stanchezza, dopo 14 ore di pullman, ci incamminiamo verso la chiesa per l’adorazione eucaristica delle 22:00. L’evento è in realtà non nella chiesa che, seppur grande, non può contenere le migliaia di persone convenute da tutto il mondo in questo mese di giugno nel trentesimo anniversario della prima apparizione della Madonna a sei adolescenti croati il 24 giugno del 1981.

Per inquadrare meglio questa data ricordo che:

- Tito era morto l’anno prima (1980);
- un mese e mezzo prima c’era stato l’attentato al papa Giovanni Paolo II. (il 13 maggio: festa della Madonna di Fatima);

10 anni dopo (dal maggio 1991) inizia lo sgretolamento della Jugoslavia con la dichiarazione di indipendenza di Slovenia e Croazia prima e Macedonia pochi mesi dopo e il conflitto che ne seguirà.

Passiamo davanti alla chiesa, vista tante volte in fotografia e ora finalmente davanti a i miei occhi, ne fiancheggiamo il lato, pieno di gente il fila davanti al una lunga sequenza di confessionali. Arriviamo nel piazzale dietro la chiesa, c’è una grande struttura in posizione elevata con un altare e attorno, in semicerchio, delle gradinate per i celebranti e poi un grande piazzale con tante panchine. C’è silenzio, nonostante ci sia tantissima gente, si sente solo lo scalpiccio delle persone che camminano sui sassi. E’ tutto buio, solo il grande ostensorio sull’altare è illuminato. Il cielo è stellato.

L’adorazione eucaristica è guidata da una voce maschile dolce e delicata che alterna momenti di silenzio a brevi frasi di adorazione, ripetute in molte lingue, a canoni, cantati anch’essi nelle varie lingue. C’è grande raccoglimento, molte persone in ginocchio per terra.

Alle 23 si conclude l’adorazione e noi torniamo in albergo.

L’appuntamento è per l’indomani alle 6.30 per la colazione.

Giovedì 2 giugno

Alle 7.15 abbiamo l’appuntamento con vari taxi che passano a prenderci, a gruppetti, per portarci alla croce blu per partecipare all’apparizione della Madonna a Mirjana.
Quando scendiamo dal taxi, dopo un breve percorso, ci rendiamo conto che non è possibile proseguire perché è già pieno di gente, appostata in ogni angolo. Dicono che c’è chi ha passato la notte lì, per essere vicini al luogo dell’apparizione. Mi colpiscono le tante persone anziane presenti e in piedi per ore, al caldo, sotto il sole, c’è chi si sente male e viene soccorso dai vicini, nessuna ambulanza è presente. Da vari parti c’è chi guida il Rosario in italiano e tutti rispondono, ognuno nella propria lingua. Alle 8:45 si fa silenzio totale per 10 minuti.

Poi si sente una voce che riferisce in varie lingue il messaggio della Madonna affidato a Mirjana:



«Cari figli, mentre vi invito alla preghiera per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, se guardaste nei vostri cuori capireste che parlo di molti di voi. Con cuore aperto domandatevi sinceramente se desiderate il Dio Vivente o volete metterlo da parte e vivere secondo il vostro volere. Guardatevi intorno, figli miei, e osservate dove va il mondo che pensa di fare tutto senza il Padre e che vaga nella tenebra della prova. Io vi offro la luce della Verità e lo Spirito Santo. Sono con voi secondo il piano di Dio per aiutarvi affinché nei vostri cuori vinca mio Figlio, la Sua Croce e Risurrezione. Come Madre desidero e prego per la vostra unione con mio Figlio e con la sua opera. Io sono qui, decidetevi! Vi ringrazio!».

A Mirjana la Madonna, Gospa in croato, appare il giorno 2 di ogni mese. A lei la Madonna ha affidato il compito di pregare per i non credenti.

Torniamo a piedi, attraverso i campi, per la S. Messa in italiano delle 10:00, nel piazzale. Il sole non dà tregua, chi ha l’ombrello lo apre per avere un po’ d’ombra. Ci sono tantissimi italiani, molti del nord Italia, in particolare veneti, ma si sentono anche molte parlate del sud. Del resto in Italia è festa della Repubblica e molti hanno approfittato del ponte.

Dopo il pranzo in albergo, pranzo della festa perché qui si celebra ancora l’Ascensione il giovedì, come da noi un tempo, ci viene a prendere il pullman per andare in visita al “Cenacolo”, una comunità per il recupero dei tossicodipendenti, fondata da una suora italiana, mamma Elvira, come la chiamano i loro ragazzi. Bello il posto e bella la testimonianza di due di loro che hanno scelto di rimanere in comunità e di mettersi a disposizione dei loro fratelli. Nella struttura c’è un locale dove vendono oggetti prodotti dai ragazzi per autofinanziarsi.

Rientriamo in paese perché alle 17.30 abbiamo il primo appuntamento con la nostra guida, Anka, un’ imponente signora croata, figlia di atei, militari del regime di Tito, convertita al cristianesimo e per questo radiata dalla famiglia. Parla un buon italiano.

Ci fa una breve storia delle apparizione e delle vicende del luogo, delle persecuzioni del regime, dello scetticismo della Chiesa locale rispetto alle apparizioni. Poi, chi se la sente, si incammina, con la guida, sul Podbrdo, la collina delle prime apparizioni, recitando il rosario e sostando, per ogni mistero gaudioso, davanti alle immagini sistemate sul percorso. Avrei voluto scrivere ‘sentiero’ ma quello era piuttosto un percorso a ostacoli, con massi appuntiti piantati nel terreno, dove è difficile trovare un posto dove mettere i piedi. Fortunatamente avevo messo le pedule e riuscivo a camminare senza troppe difficoltà. Intorno a me vedevo signore anziane che tentavano di salire con sandalini, ciabatte, scarpine da città. Ho visto anche molte persone salire e scendere a piedi nudi.

Mi colpisce che Anka chieda espressamente e con insistenza che sia un uomo, nel gruppo, a guidare ogni decina del Rosario, perché, dice, sono gli uomini che devono riconquistare la fede, devono ricominciare a pregare, devono riprendere in mano il rosario, devono tornare ad essere per primi testimoni; mentre oggi sembra che la fede sia diventata una faccenda da donne. Da questa svolta ne verrà un gran bene per la cristianità.

Più volte poi, anche da altre voci, è arrivato questo grido rivolto agli uomini.

Sappiamo da Anka che, verso le 19, ci sarà una seconda apparizione, questa volta al veggente Ivan, che ha ancora apparizioni quotidiane. A lui è affidato dal Cielo il compito di pregare per le vocazioni sacerdotali e religiose, per questo ammette l’ingresso, nella chiesetta dove a lui appare la Madonna, solo ai sacerdoti.

Anka lo sa, infatti aveva invitato don Mauro e suor Paola a non salire con noi sulla collina ma a recarsi da Ivan, nella speranza che anche suor Paola potesse entrare ed assistere. La sera torneranno poi in albergo entusiasti dell’esperienza.

Noi intanto saliamo fino in cima alla collinetta, fino alla statua bianca della Madonna, circondata da una piccolo recinto pieno di oggettini e biglietti lasciati dai pellegrini. Sostiamo in raccoglimento. Il tempo di una foto e si riparte per il ritorno. Il pullman ci aspetta per le 20.00

Il percorso in discesa è forse peggio della salita. Vediamo per 2 volte lettighe con disabili portate a braccia da ragazzi. Una bella impresa!

Arriviamo in albergo stanchi e sudati, una doccia veloce e poi la cena. Qualcuno ha il coraggio di andare all’adorazione anche questa sera. Io non ce la faccio.

domenica 19 giugno 2011

Sul presente e sul futuro del Gruppo Famiglie

1) Premessa
Le famiglie, nelle varie possibili configurazioni che di volta in volta assumono, si trovano spesso ad attraversare e sopportare situazioni problematiche e di sofferenza molto pesanti e faticose che - data la condizione di sostanziale isolamento in cui talvolta si trovano - possono mettere a rischio la loro stessa tenuta e sopravvivenza.

2) Parrocchiani e Cristiani in senso lato
Tra la ristretta ‘comunità parrocchiale’ (dei frequentatori più o meno abituali e/o assidui della Parrocchia) e la più allargata e ampia ‘comunità cristiana’ (dei battezzati che si riconoscono nella tradizione e religione cristiana ma esprimono la loro spiritualità o religiosità in modi e forme anche diverse dall’andare a messa o in Parrocchia) esiste - e resiste - una separazione piuttosto netta e la cui entità non accenna a ridursi.
Capita quindi spesso di parlare con persone che, pur sentendosi e qualificandosi cristiane, non considerano la Parrocchia e le diverse iniziative che vi si svolgono come un ambiente favorevole e naturale nel quale esprimere la propria vita spirituale e il proprio bisogno e desiderio di comunione. (“Come la comunità parrocchiale con la sua testimonianza credibile può diventare grembo di iniziazione e polo di attrazione?” - Vallini, Diocesi Roma, Giugno 2011)

3) Cristiani e non cristiani
Nell’attuale società mondana e secolarizzata l’atteggiamento del cristiano (cattolico praticante) adulto appare spesso disorientato, dubbioso, indeciso, tentennante. Lo dimostra la sua frequente pigrizia mentale e la sua riluttanza - se non addirittura resistenza - a ricercare modi e forme nuove e sempre più efficaci per esprimere e realizzare la propria vocazione missionaria.
Di contro, sempre più spesso si ha la sensazione che allo sfiduciato arretramento del cristiano adulto di fronte ai complessi problemi posti dalla società, corrispondano ammirevoli scelte di impegno e assunzioni di responsabilità (e relativi rischi) da parte di persone che non solo non appartengono alla comunità parrocchiale ma nemmeno sono portatori di valori e di principi facilmente riconducibilii all’orizzonte cristiano, e meno che mai cattolico.
Insomma: ho la sensazione che di fronte ai problemi (della società, della famiglia) il cristiano adulto si tiri indietro, lasciando ad altri - più volenterosi, più preparati, più creativi, con più tempo libero, ecc. -  la responsabilità e il rischio di prendere l’iniziativa.

4) Oltre il gruppo famiglie
Negli ultimi anni il gruppo famiglie (GF) ha privilegiato una dimensione comunitaria e amicale, rispetto a quella missionaria. Dalle molte discussioni che si sono svolte durante i vari incontri e da riflessioni varie su fatti e situazioni recenti e meno recenti che hanno interessato il gruppo, ha via via preso forma in me l’idea di una entità nuova e aggiuntiva rispetto al GF. In occasione dell’ultimo incontro del GF, verso la fine di maggio, ho scritto un breve testo che è stato condiviso e ha dato inizio ad una animata discussione. Eccolo:
ADULTI per la FAMIGLIA
Parto dal presupposto che una tra le modalità migliori per vivere oggi la propria fede cristiana sia assumersi l'impegno come singoli o come gruppo di affrontare le questioni problematiche che affliggono il nostro tempo, e particolarmente la nostra comunità, cercando di trovare soluzioni praticabili. Assimilo questo atteggiamentro all'impegno politico - nel senso alto di costruzione e miglioramento della 'polis', della comunità - al quale frequentemente Benedetto XVI richiama noi laici cristiani. Vengo alla mia proposta rivolta agli adulti cristiani dellla nostra comunità. Si può riasssumere in alcuni punti:
1) Assumersi il compito e la responsabilità, come adulti della parrocchia di Castenaso, di monitorare - attraverso un atteggiamento e uno stile di ascolto ativo - la condizione delle famiglie del nostro territorio, particolarmente per quello che concerne i principali e più gravi problemi che deve affrontare, sia di ordine materiale che di ordine psicologico o spirituale.
2) Fare in modo che per i principali problemi individuati esista un adulto referente, che sia un osservatore particolarmente attento del problema e che quindi possa facilmente stabilire contatti e avviare collaborazioni con altri adulti (dentro o fuori dalla comunità parrocchiale o dalla comunità cristiana) interessati al problema, desiderosi di trovarvi soluzione, e perciò decisi ad investire tempo ed energia.
3) Progettare una organizazione snella che consenta di mantenere il contatto tra gli adulti referenti, che favorisca l'apporto sui vari problemi di idee e di energie anche esterne rispetto alla comunità parrocchiale o cristiana, che sostenga l'ideazione e l'attuazione di iniziative concrete volte alla soluzione o al miglioramento delle situazioni problematiche via via osservate.

Provo a chiarire meglio quello che penso. Credo che si debba immaginare una struttura reticolare (un network) aggiuntiva e sussidiaria rispetto alle forze e alla strategie già messe in campo dai servizi e dalle istituzioni pubbliche (servizi sociali, ASL, volontariato, ecc) dove ognuno dei nodi della rete è di fatto associato ad un problema. Insomma ogni nodo (e spiegherò tra poco che cosa intendo esattamente per ‘nodo’) nasce con l’obiettivo di occuparsi e dedicarsi ad uno specifico problema tra quelli più seri e gravi che interessano e talvolta affliggono l’ambito della famiglia.

Ecco quello che intendo per nodo: nient’altro che un gruppetto di persone adulte (cittadini) di Castenaso, di qualunque orientamento politico o religioso, provenienza, fascia anagrafica, ecc., accomunate dalla comune decisione di dedicare un po’ del loro tempo libero alla conoscenza, alla comprensione, allo studio e (possibilmente) al miglioramento e alla soluzione di una problematica (tra le tante gravi e urgenti che minacciano la condizione della famiglia) e di farlo in modo collaborativo, insieme.
Dal punto di vista della appartenenza alla comunità cristiana di Castenaso, possono entrare a far parte di un nodo persone comunque collocate: infatti il segno distintivo del nodo è il problema che ne costituisce l’origine e il fondamento.

Ma come si può formare un nodo? Ogni gruppetto di persone (nodo) si può formare grazie all’iniziativa e alla spinta ‘propulsiva’ di un leader in grado di attrarre e coinvolgere altre persone e quindi di funzionare da catalizzatore. Una persona capace di richiamare energie e forze già presenti in modo più o meno latente nel tessuto sociale. Il nodo nasce quindi dalla volontà e determinazione di osservare e monitorare - necessariamente in modo non scientifico e sistematico ma non per questo meno utile o efficace - una qualche situazione problematica ritenuta particolarmente urgente.
La struttura reticolare è quindi composta dall’insieme dei nodi e dalle relazioni che essi stabiliscono tra loro, soddisfacendo ad una necessità di comunicazione che si può manifestare a vari livelli: come confronto tra esperienze, come scambio di informazioni, come richiesta di aiuto e collaborazione, ecc.

5) il ruolo dell’Adulto Cristiano
La struttura reticolare che ho descritto rimane tutta da immaginare e da progettare nella sua organizzazione e nel suo funzionamento. Un punto che mi sembra importante sottolineare è che il ruolo del cristiano adulto di Castenaso potrebbe essere davvero un ruolo chiave. Infatti è indispensabile, per la formazione di un nodo, che una persona si assuma la responsabilità e l’impegno di intraprendere un cammino di conoscenza e comprensione di un problema significativo, coinvolgendo chiunque possa e voglia contribuire alla soluzione del problema.

Infine, volendo passare dalla teoria alla pratica, per dare concretezza a questa proposta dai contorni evidentemente un po’ sfumati, si potrebbe costituire un piccolo gruppo di lavoro (tra i partecipanti al GF) incaricato di approfondire la questione e di individuare delle modalità pratiche di attuazione, da condividere successivamente con gli altri.

martedì 7 giugno 2011

giovedì 2 giugno 2011

Intervista al Signor G

Come promesso pubblichiamo l'intervista a G.B., uno dei promotori e degli animatori del progetto Liberiassieme, che è culminato nella serie di iniziative delle due giornate del 13 e del 14 Maggio.

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Caro Gabriele, come nasce la vostra idea?

Don Domenico, A.L. ed io il 17 settembre 2010 siamo partiti per una “gita fuori porta”, mossi dalla comune passione per la Filosofia, alla volta di Modena dove per l’appunto, si teneva l’annuale Festival della Filosofia. Per inciso  l’evento, oramai di importanza nazionale, vede un week-end intero organizzato in conferenze, tenute dai massimi esponenti in materia, distribuite nei luoghi aperti e pubblici della città lungo tutto l’arco della giornata.
Galvanizzati dall’esperienza o forse ossigenati nel pensiero da una elasticità arborea che solo la Filosofia sarebbe stata in grado di fornirci, durante il viaggio di ritorno, così come in una sfida tra bambini “a chi la dice più grossa”, ci siamo chiesti “perché non organizziamo anche noi un Festival?”. E da lì abbiamo continuato a divagare in sogni che sembravano avere un sapore e un respiro inusuale.

E poi?

Inizialmente pensammo semplicemente a un impianto di conferenze da tenere in piazza a Castenaso, durante le quali far incontrare le persone perché insieme trovassero nuove soluzioni possibili a problemi comuni e inderogabili.  In primo luogo questo avrebbe risposto a una necessità sempre più evidente quale la progressiva individualizzazione degli enti attori della nostra società: portare le persone in piazza, in strada, fuori dalle proprie case sicure per andare verso la ricchezza che può dare solo la complessità e molteplicità dell’incontro.

L’idea aveva ormai preso forma.

A questo va aggiunto un aspetto fondamentale che contraddistingue il nostro progetto: i giovani.
La nostra prima volontà era quella di dimostrare in primis a noi, e poi anche alla realtà “adulta”, che siamo in grado di renderci attivi promotori e non solo passivi fruitori o ordinati e precisi esecutori. A tutto il paese di Castenaso l’esperienza di Estate Ragazzi è nota per la sua efficienza: “ottimi intrattenitori questi ragazzi! come fanno giochi e laboratori loro, pochi ne trovi!” Ma il pensiero, le idee e le voci di questi ragazzi dove sono, chi le ascolta?  L’obiettivo era quello di creare un Festival pensato, organizzato, voluto e proposto da giovani, per il mondo degli adulti.


E il Centro “Suelo” come ci entra?
L’idea nata fra noi ci piaceva tanto che decidemmo di parlarne in parrocchia ad amici, famigliari e conoscenti, e più ne parlavamo e più ci piaceva. Da un anno circa a Fiesso era stato inaugurato il Centro giovani “Suelo” (polo di raccolta per fascia d’età che varia dai 12 ai 30 anni per eventi culturali, musicali, laboratori creativi e tanto altro). Da tempo ormai nutrivamo il desiderio di una collaborazione tra le due realtà, lavorando entrambe nell’ambito dell’educazione giovanile. Presentammo quindi quest’idea in stadio embrionale a Emanuela Vita, responsabile del Centro, la quale da subito decise di lavorare assieme a noi perché potesse crescere e realizzarsi. A questo punto la prospettiva si arricchiva ulteriormente, infatti la nostra collaborazione in primis sarebbe stata segno delle nostre intenzionalità fondanti: le due realtà ben rodate ormai a lavorare con i propri ritmi e le proprie dinamiche individuali interne, sarebbero uscite dai propri confini, per incontrarsi, per costruire assieme qualcosa di nuovo.

E la partecipazione del Comune di Castenaso?

Il nostro progetto era una proposta e uno stimolo per l’intera cittadinanza e di conseguenza ci sembrò fondamentale rendere il Comune terzo protagonista attivo di questa iniziativa: la nostra idea aveva ambizioni a lungo termine: ci risultava importante riuscire a creare un luogo e un tempo d’incontro che negli anni diventasse una ricorrenza, un abitudine gradita, e il Comune sarebbe diventato garante di questa memoria storica, presente e svincolato dalle realtà e dinamiche singole della Parrocchia o del “Suelo”.

E poi?

Abbiamo ottenuto la collaborazione del Comune, ci siamo incontrati al Suelo e in Parrocchia per mesi (da Ottobre a Maggio), e il primo risultato che abbiamo portato a casa sono state le persone, le nuove relazioni e amicizie che sono nate. Poi ovviamente la realizzazione pratica di questo che era semplicemente un sogno nato tra le fantasticherie di un gruppetto di amici: “Festival LIBERIASSIEME 2011: festa dell’ambiente”.

Perché “Liberiassieme”?

Come abbiamo scritto sul nostro ManiFestival: “Liberi” per dare il nostro contributo diretto alla società, consci di avere il diritto e dovere di farlo, perchè non possiamo sprecare il privilegio della libertà, rintanandoci nel disimpegno e nella rassegnazione. “Assieme” perchè questi diritti e doveri sono realmente e pienamente esprimibili soltanto nella collaborazione, nel confronto di tutti gli attori sociali. Il tema trattato quest’anno è stato l’ambiente, tematica urgente che lo stesso Papa quest’anno ha toccato nel suo messaggio per la giornata della pace.

Com’è andata?

L’esperienza si è declinata su due giorni Venerdì 13 e Sabato 14 Maggio. Venerdì dopo l’apertura tenuta dall’assessore alle politiche giovanili Elena Turrini, è stata tenuta una conferenza in Parrocchia dal Professor Luca Falasconi, presidente di Last Minute Market (http://www.lastminutemarket.it), nonché docente della facoltà di Agraria, che ha trattato il tema dello spreco quotiano e ha presentato il suo progetto di recupero e ridistribuzione dei cibi a scadenza ravvicinata. Ha seguito la proiezione del film “Terra Madre” del regista Ermanno Olmi, documentario naturalistico, screening dello stato di salute del nostro Pianeta. Sabato ha visto il primo pomeriggio organizzato per i ragazzi delle elementari e medie, che attraverso giochi e laboratori hanno scoperto il valore del riciclo e del consumo sufficiente/intelligente lungo i parchi di Castenaso. L’iniziativa ha continuato al Suelo con una conferenza tenuta dal ingegnere Francesco Lalli, che in forma di Quiz ha sondato e in seguito nutrito le conoscenze del pubblico relative a tematiche ambientali quali inquinamento, energia, acqua, sfruttamento delle risorse. A questo ha seguito la conferenza tenuta da Gaetano Alessi (giornalista antimafia, vincitore nel 2011 del Premio nazionale di Giornalismo ‘Giuseppe Fava’; scrive per http://www.articolo21.org/, http://www.ideeradio.it/, Libera Informazione; è autore su PuntoRadio Bologna di "Ora D'Aria") che ha presentato un prospetto su quello che è l’attuale scenario delle Ecomafie in Emilia Romagna. La serata si è conclusa con un concerto e i saluti del Sindaco, al quale sono stati consegnati consigli e idee raccolte durante i due giorni. Aver raggiunto questo traguardo, seppur piccolo, avendo riscosso bassa adesione da parte della cittadinanza, ci ha rammentato una volta di più quanto necessario sia remare in questa direzione.

E ora?

Le potenzialità del progetto sono enormi, quindi non resta altro che rimboccarsi le maniche. Credo che il primo obiettivo dopo questa prima edizione, per l’anno futuro sia quello di rendere nota l’iniziativa, far girare la voce, trovare appoggio e adesione. L’obiettivo successivo sul quale personalmente punterei a lavorare è studiare l’evento perché come da progetto diventi occasione in cui le persone riescano ad esprimere la loro opinione.
Riscoprire quella piazza che aveva visto nascere la democratia della polis greca...

martedì 31 maggio 2011

Liberiassieme

Qualche mese fa, a Castenaso, circolava un volantino su un progetto che un gruppo di giovani del paese stava portando avanti. Il progetto si chiamava "LIBERIASSIEME", e si è poi realizzato con un certo successo. Nei prossimi giorni pubblicheremo una intervista che abbiamo fatto ad una delle anime (e delle menti) del progetto: lo chiameremo il Signor G, per non svelare subito la sua identità...
Oggi, per cominciare, pubblichiamo il testo di quel volantino, che forse non tutti di noi ricordano e che può essere interessante rileggere con un po' di calma.

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MANIFESTIVAL “LIBERIASSIEME”
Castenaso 2011


"Se in un primo momento l'idea non è assurda
allora non c'è nessuna speranza che si realizzi"
A. Einstein




Ci sembrava proprio assurda caro lettore, quest'idea, quando cominciò a circolare tra di noi. Ah, scusa, ci presentiamo: siamo giovani, più o meno, di Castenaso, che hanno avuto un'idea. Se hai qualche minuto, ti raccontiamo quanto sia assurda, ma forse con te, realizzabile.


Incominciamo dall’inizio


C’è un gruppo di generazioni che nel corso degli ultimi decenni ha avuto la possibilità di cambiare enormemente il proprio destino e quello delle generazioni future. Questo gruppo di generazioni, che ha superato il fascismo, vissuto la II guerra mondiale, oltrepassato il ’68, subito la strategia della tensione, ed infine abbattuto il Muro di Berlino, proveniva da situazioni precarie ed aveva la necessità di costruire il suo futuro e quello dei propri figli nel bene della società in cui viveva. 


Poi, ad un certo punto, si è raggiunto il benessere.


Nel suo trattato storico - De Coniuratione Catilinae - l’autore latino Sallustio spiega che ogni periodo di decadenza è dovuto al raggiungimento, da parte della società stessa, dell’opulenza. Ora, secondo l’autore latino, nel momento in cui la società giunge ad ottenere giusti diritti e doveri ed un discreto benessere, diviene inevitabile un cedimento generazionale.


Guardiamo ora ai giorni nostri: il gap generazionale tra le generazioni elencate sopra ed i loro figli sembra enorme. E non si tratta solo di una conoscenza ed un uso molto diverso della nuova tecnologia che ha invaso, nel bene e nel male, le nostre vite – dai computer agli mp3, fino agli i-pod, i-phone, i-pad – ma anche di un diverso modo di pensare e di agire, di un utilizzo del proprio essere per progettare il proprio futuro: la capacità di sognare, di progettare e di costruire sembra svanita dagli ultimi esseri pensanti apparsi sulla Terra. Sembra che per costoro tutto ciò non sia più una priorità, dal momento che il loro benessere lo stanno già vivendo.


Sallustio sembra proprio aver indovinato.


Ma non bisogna rassegnarsi: innanzitutto non è così per tutti, e una soluzione si può sempre trovare…


Ci siamo parlati, ci siamo ascoltati e nel tempo abbiamo visto come noi giovani abbiamo grande voglia di non essere soltanto ricettori dal mondo adulto, consumatori distaccati della "pappa pronta". 
Hai notato come già abbiamo creato un divario parlando di mondo adulto e noi? Ecco la nostra idea nasce in completa opposizione a questa dinamica, non a caso, il nome dato per esprimere al meglio il nostro progetto è "LIBERIASSIEME". 


Liberi, per dare il nostro contributo diretto alla società, consci di avere il diritto e dovere di farlo, perchè non possiamo sprecare il privilegio della libertà, ritanandoci nel disimpegno e nella rassegnazione.


Assieme perchè questi diritti e doveri sono realmente e pienamente esprimibili soltanto nella collaborazione, nel confronto di tutti gli attori sociali.


A realizzare questo sogno con voi, siamo noi ragazzi provenienti da due dei luoghi di aggregazione giovanile del nostro paese, il Centro Giovani "Suelo" e la Parrocchia di San Giovanni Battista. Il terzo protagonista è il Comune, segno dell'intera cittadinanza, che con il suo patrocinio garantisce il valore della nostra proposta.


Concretamente come si manifesterà questo progetto?
A partire dalle ricchezze diverse e reciproche che portano con sé le nostre storie, aspiriamo a realizzare un evento che conduca le persone in piazza, ad aprire nuovi orizzonti di operatività. Declinato su alcuni giorni di un fine settimana di primavera, rifletteremo su un tema comune ed ogni anno diverso a seconda delle necessità che riterremo interessanti perché attuali. 


Questo momento non vuol esser per noi semplice occasione di organizzazione esteriore bensì invito pressante a noi stessi ad assumere quello stile nello stare e nel fare di cui precedentemente si parlava.


Che dici? Ti piace?
A noi molto!



domenica 29 maggio 2011

Catechesi dei Ragazzi

Proseguo la pubblicazione del materiale elaborato dalle 4 commissioni, facenti riferimento al Consiglio Pastorale, che si sono riunite nelle scorse settimane per fare una ricognizione delle varie attività presenti nell'ambito della (o comunque riconducibili alla) nostra comunità parrocchiale, anche in relazione alla prossima visita pastorale.

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Catechesi dei Ragazzi

La catechesi nell’impegno pastorale della Parrocchia occupa un posto di primo piano perché risponde al mandato di Gesù: “Fate discepole tutte le genti”. La preoccupazione prima della Chiesa è che il Vangelo sia annunciato a tutti. Per raggiungere questo fine il Parroco, Mons. Francesco Finelli, esercitando il suo ministero e la sua autorità di riconoscere ed alimentare i doni dello Spirito, individua alcuni collaboratori ai quali viene affidato l’incarico specifico dell’annuncio, anche se ciascun membro della comunità porta in sé la vocazione profetica che gli deriva dal Battesimo prima e dal Vangelo poi. Tale mandato avviene nel contesto della Messa parrocchiale che segna l’inizio del nuovo anno catechistico, alla presenza di tutti i ragazzi.
Il catechismo viene proposto alle classi dalla seconda alla quinta della Scuola Primaria: in totale sono venti classi, con un numero complessivo di circa 250 ragazzi. Per la maggior parte delle classi il catechismo si svolge nel pomeriggio del sabato - dalle ore 15 alle ore 16 - presso le Opere parrocchiali attigue alla Nuova Chiesa. Le rimanenti classi frequentano la domenica mattina - dalle ore 10 alle ore 11 - presso i locali della Chiesa Parrocchiale.
Costituisce parte integrante e fondamentale del catechismo la partecipazione alla Messa festiva delle ore 16 del sabato o delle ore 11 della domenica.
Nel mese di Settembre vengono invitati, tramite lettera inviata alle famiglie, i ragazzi delle classi seconde della Primaria che risiedono nel territorio della Parrocchia. Le famiglie che fanno frequentare il catechismo ai loro figli sono circa l’80%, una piccola parte non risponde all’invito, mentre alcuni ragazzi frequentano il catechismo presso le Parrocchie limitrofe (Fiesso, Marano e Villanova). Viceversa - in accordo con i rispettivi Parroci - vengono accolti nelle nostre classi ragazzi di queste parrocchie.
Ogni classe è seguita da due catechisti. Dei quaranta catechisti la maggioranza sono signore o ragazze; limitata è la presenza di figure maschili, in prevalenza giovani. Proprio all’interno del gruppo giovani ogni anno sono chiamati al servizio alcuni ragazzi che vanno ad affiancare un catechista “esperto”, per essere avviati e guidati nella  scommessa dell’educare e per portare le loro fresche energie.
Prestano il loro servizio a favore dei ragazzi anche le suore dei due Ordini presenti in Parrocchia: le suore “Missionarie della fanciullezza” e le suore “Snehagiri Missionary Sisters” che operano all’interno della Casa di riposo comunale. La loro presenza arricchisce il catechismo con una testimonianza di vita consacrata a servizio degli altri. La specificità delle Suore Missionarie della Fanciullezza è quella di educare alla vita buona del Vangelo e questa proposta viene fatta ai bambini e alle loro famiglie già nella Scuola dell’Infanzia “Galassi”, che le suore gestiscono da più di venti anni e che  riveste un ruolo educativo fondamentale sul territorio di Castenaso.
Educare ed educare alla fede è un lavoro complesso e delicato, che non può essre improvvisato o affidato solo alla buona volontà, per questo i catechisti di ogni classe ricevono mensilmente indicazioni e approfondimenti specifici attraverso incontri serali programmati, tenuti dal Parroco e dal Vice Parroco. Inoltre la preparazione prossima ai sacramenti della Prima Confessione e Comunione e della Cresima, viene tenuta dal Sacerdote in due incontri settimanali per una durata di circa dieci incontri. Come completamento del cammino in preparazione alla cresima viene proposto, nel mese di giugno, il campo cresima: una settimana di condivisione tra i ragazzi, di crescita nell'amicizia e nella fede, sotto la guida del parroco e di alcuni giovani catechisti.
Nella consapevolezza che il processo educativo sia fortemente legato alla sfera affettiva si cerca di curare in modo particolare la qualità del rapporto che il catechista riesce a stabilire con ciascun ragazzo. Una preoccupazione di fondo è quella di coinvolgere le famiglie anche se, in alcuni casi, si avverte disinteresse. La partecipazione dei genitori e dei ragazzi è più costante e sentita negli anni che preparano ai sacramenti.

Una novità di questo anno catechistico è la disponibilità del nuovo Luogo di Culto con la ristrutturazione di un ampio edificio adiacente le aule dove viene svolto il catechismo. Questo permette una partecipazione più attenta e unita anche da parte dei più piccoli, grazie a questo spazio arioso e luminoso, che offre la possibilità di stringersi, con più partecipazione, attorno all’altare.

Nei momenti più forti dell’anno liturgico - l’Avvento e la Quaresima - il catechismo si arricchisce e si completa mediante la realizzazione di veri e propri laboratori.

1) Dal 1995, nel periodo di Avvento i ragazzi sono coinvolti nella preparazione della rappresentazione natalizia che prevede una parte recitata, delle danze, la realizzazione dei costumi e l’allestimento delle scene. La recita di Natale, che  ha luogo solitamente la domenica precedente al Natale, viene proposta per le vie di Castenaso, e si snoda lungo 6-7 punti dislocati sull’asse principale del paese, fino a concludersi nel piazzale della Parrocchia. In ogni punto i bambini mettono in scena quanto hanno preparato con molta partecipazione, qui essi mettono in campo la loro componente visiva, emotiva, sensoriale, riproducendo la realtà dell’evento della nascita di Gesù ed il significato che per noi cristiani questo comporta. E’ un momento intenso di condivisione che vede ogni anno la partecipazione dei catechisti, di circa 80 ragazzi e di un numero considerevole di genitori che prontamente offrono la loro collaborazione.E’ una opportunità per i catechisti per conoscere meglio i bambini a loro affidati e rendere più immediata la comprensione del Natale; è una ricchezza per tutta le persone della comunità e del paese che ricevendo il messaggio del Natale, hanno l’opportunità  di trasformarlo in un percorso interiore, perché Gesù nasce in ogni cuore.

2) Durante la Settimana Santa i ragazzi sono invitati a partecipare, nel pomeriggio del venerdì santo, alla Via Crucis per le vie del paese, curata ed animata dalle classi quinte assieme ai ragazzi delle Scuole Secondarie e ai Giovani. Ad ogni stazione i ragazzi leggono il brano del Vangelo e alcune intenzioni di preghiera; compiono poi un gesto concordato che permette anche ai più piccoli di comprendere il significato della morte e Risurrezione di Gesù. La Via Crucis si conclude con l’arrivo in parrocchia e l’adorazione con il bacio della croce.

Si auspica che molte altre persone, oltre alle numerose già operanti, sentano la chiamata a questo servizio cosi prezioso ed essenziale per “portare Gesù” ai più piccoli.

mercoledì 25 maggio 2011

Catechesi battesimale

Inizio a pubblicare il materiale elaborato dalle 4 commissioni, facenti riferimento al consiglio pastorale, che si sono riunite nelle scorse settimane per fare una ricognizione delle varie attività presenti nell'ambito della (o comunque riconducibili alla) nostra comunità parrocchiale. Comincio dalla relazione della Commissione Catechesi, pubblicando i capitoli uno alla volta.

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Catechesi Battesimale

La Catechesi Battesimale consiste in un incontro con la famiglia del battezzando il cui fine è spiegare il significato del Battesimo e i significati dei vari segni che fanno parte del rito. Tale incontro si tiene nella casa della famiglia del battezzando ed è svolta da una coppia di sposi-genitori; quando è possibile all’incontro partecipano anche padrino e/o madrina. Attualmente le coppie che prestano tale servizio in questa parrocchia sono sette. Alcune di queste coppie svolgono anche catechesi prematrimoniale, per cui se a richiedere il Battesimo è una famiglia che ha già frequentato il corso per fidanzati in questa parrocchia, si cerca di mandare loro - come segno di continuità - la stessa coppia che li ha seguiti da fidanzati.