martedì 31 maggio 2011

Liberiassieme

Qualche mese fa, a Castenaso, circolava un volantino su un progetto che un gruppo di giovani del paese stava portando avanti. Il progetto si chiamava "LIBERIASSIEME", e si è poi realizzato con un certo successo. Nei prossimi giorni pubblicheremo una intervista che abbiamo fatto ad una delle anime (e delle menti) del progetto: lo chiameremo il Signor G, per non svelare subito la sua identità...
Oggi, per cominciare, pubblichiamo il testo di quel volantino, che forse non tutti di noi ricordano e che può essere interessante rileggere con un po' di calma.

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MANIFESTIVAL “LIBERIASSIEME”
Castenaso 2011


"Se in un primo momento l'idea non è assurda
allora non c'è nessuna speranza che si realizzi"
A. Einstein




Ci sembrava proprio assurda caro lettore, quest'idea, quando cominciò a circolare tra di noi. Ah, scusa, ci presentiamo: siamo giovani, più o meno, di Castenaso, che hanno avuto un'idea. Se hai qualche minuto, ti raccontiamo quanto sia assurda, ma forse con te, realizzabile.


Incominciamo dall’inizio


C’è un gruppo di generazioni che nel corso degli ultimi decenni ha avuto la possibilità di cambiare enormemente il proprio destino e quello delle generazioni future. Questo gruppo di generazioni, che ha superato il fascismo, vissuto la II guerra mondiale, oltrepassato il ’68, subito la strategia della tensione, ed infine abbattuto il Muro di Berlino, proveniva da situazioni precarie ed aveva la necessità di costruire il suo futuro e quello dei propri figli nel bene della società in cui viveva. 


Poi, ad un certo punto, si è raggiunto il benessere.


Nel suo trattato storico - De Coniuratione Catilinae - l’autore latino Sallustio spiega che ogni periodo di decadenza è dovuto al raggiungimento, da parte della società stessa, dell’opulenza. Ora, secondo l’autore latino, nel momento in cui la società giunge ad ottenere giusti diritti e doveri ed un discreto benessere, diviene inevitabile un cedimento generazionale.


Guardiamo ora ai giorni nostri: il gap generazionale tra le generazioni elencate sopra ed i loro figli sembra enorme. E non si tratta solo di una conoscenza ed un uso molto diverso della nuova tecnologia che ha invaso, nel bene e nel male, le nostre vite – dai computer agli mp3, fino agli i-pod, i-phone, i-pad – ma anche di un diverso modo di pensare e di agire, di un utilizzo del proprio essere per progettare il proprio futuro: la capacità di sognare, di progettare e di costruire sembra svanita dagli ultimi esseri pensanti apparsi sulla Terra. Sembra che per costoro tutto ciò non sia più una priorità, dal momento che il loro benessere lo stanno già vivendo.


Sallustio sembra proprio aver indovinato.


Ma non bisogna rassegnarsi: innanzitutto non è così per tutti, e una soluzione si può sempre trovare…


Ci siamo parlati, ci siamo ascoltati e nel tempo abbiamo visto come noi giovani abbiamo grande voglia di non essere soltanto ricettori dal mondo adulto, consumatori distaccati della "pappa pronta". 
Hai notato come già abbiamo creato un divario parlando di mondo adulto e noi? Ecco la nostra idea nasce in completa opposizione a questa dinamica, non a caso, il nome dato per esprimere al meglio il nostro progetto è "LIBERIASSIEME". 


Liberi, per dare il nostro contributo diretto alla società, consci di avere il diritto e dovere di farlo, perchè non possiamo sprecare il privilegio della libertà, ritanandoci nel disimpegno e nella rassegnazione.


Assieme perchè questi diritti e doveri sono realmente e pienamente esprimibili soltanto nella collaborazione, nel confronto di tutti gli attori sociali.


A realizzare questo sogno con voi, siamo noi ragazzi provenienti da due dei luoghi di aggregazione giovanile del nostro paese, il Centro Giovani "Suelo" e la Parrocchia di San Giovanni Battista. Il terzo protagonista è il Comune, segno dell'intera cittadinanza, che con il suo patrocinio garantisce il valore della nostra proposta.


Concretamente come si manifesterà questo progetto?
A partire dalle ricchezze diverse e reciproche che portano con sé le nostre storie, aspiriamo a realizzare un evento che conduca le persone in piazza, ad aprire nuovi orizzonti di operatività. Declinato su alcuni giorni di un fine settimana di primavera, rifletteremo su un tema comune ed ogni anno diverso a seconda delle necessità che riterremo interessanti perché attuali. 


Questo momento non vuol esser per noi semplice occasione di organizzazione esteriore bensì invito pressante a noi stessi ad assumere quello stile nello stare e nel fare di cui precedentemente si parlava.


Che dici? Ti piace?
A noi molto!



domenica 29 maggio 2011

Catechesi dei Ragazzi

Proseguo la pubblicazione del materiale elaborato dalle 4 commissioni, facenti riferimento al Consiglio Pastorale, che si sono riunite nelle scorse settimane per fare una ricognizione delle varie attività presenti nell'ambito della (o comunque riconducibili alla) nostra comunità parrocchiale, anche in relazione alla prossima visita pastorale.

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Catechesi dei Ragazzi

La catechesi nell’impegno pastorale della Parrocchia occupa un posto di primo piano perché risponde al mandato di Gesù: “Fate discepole tutte le genti”. La preoccupazione prima della Chiesa è che il Vangelo sia annunciato a tutti. Per raggiungere questo fine il Parroco, Mons. Francesco Finelli, esercitando il suo ministero e la sua autorità di riconoscere ed alimentare i doni dello Spirito, individua alcuni collaboratori ai quali viene affidato l’incarico specifico dell’annuncio, anche se ciascun membro della comunità porta in sé la vocazione profetica che gli deriva dal Battesimo prima e dal Vangelo poi. Tale mandato avviene nel contesto della Messa parrocchiale che segna l’inizio del nuovo anno catechistico, alla presenza di tutti i ragazzi.
Il catechismo viene proposto alle classi dalla seconda alla quinta della Scuola Primaria: in totale sono venti classi, con un numero complessivo di circa 250 ragazzi. Per la maggior parte delle classi il catechismo si svolge nel pomeriggio del sabato - dalle ore 15 alle ore 16 - presso le Opere parrocchiali attigue alla Nuova Chiesa. Le rimanenti classi frequentano la domenica mattina - dalle ore 10 alle ore 11 - presso i locali della Chiesa Parrocchiale.
Costituisce parte integrante e fondamentale del catechismo la partecipazione alla Messa festiva delle ore 16 del sabato o delle ore 11 della domenica.
Nel mese di Settembre vengono invitati, tramite lettera inviata alle famiglie, i ragazzi delle classi seconde della Primaria che risiedono nel territorio della Parrocchia. Le famiglie che fanno frequentare il catechismo ai loro figli sono circa l’80%, una piccola parte non risponde all’invito, mentre alcuni ragazzi frequentano il catechismo presso le Parrocchie limitrofe (Fiesso, Marano e Villanova). Viceversa - in accordo con i rispettivi Parroci - vengono accolti nelle nostre classi ragazzi di queste parrocchie.
Ogni classe è seguita da due catechisti. Dei quaranta catechisti la maggioranza sono signore o ragazze; limitata è la presenza di figure maschili, in prevalenza giovani. Proprio all’interno del gruppo giovani ogni anno sono chiamati al servizio alcuni ragazzi che vanno ad affiancare un catechista “esperto”, per essere avviati e guidati nella  scommessa dell’educare e per portare le loro fresche energie.
Prestano il loro servizio a favore dei ragazzi anche le suore dei due Ordini presenti in Parrocchia: le suore “Missionarie della fanciullezza” e le suore “Snehagiri Missionary Sisters” che operano all’interno della Casa di riposo comunale. La loro presenza arricchisce il catechismo con una testimonianza di vita consacrata a servizio degli altri. La specificità delle Suore Missionarie della Fanciullezza è quella di educare alla vita buona del Vangelo e questa proposta viene fatta ai bambini e alle loro famiglie già nella Scuola dell’Infanzia “Galassi”, che le suore gestiscono da più di venti anni e che  riveste un ruolo educativo fondamentale sul territorio di Castenaso.
Educare ed educare alla fede è un lavoro complesso e delicato, che non può essre improvvisato o affidato solo alla buona volontà, per questo i catechisti di ogni classe ricevono mensilmente indicazioni e approfondimenti specifici attraverso incontri serali programmati, tenuti dal Parroco e dal Vice Parroco. Inoltre la preparazione prossima ai sacramenti della Prima Confessione e Comunione e della Cresima, viene tenuta dal Sacerdote in due incontri settimanali per una durata di circa dieci incontri. Come completamento del cammino in preparazione alla cresima viene proposto, nel mese di giugno, il campo cresima: una settimana di condivisione tra i ragazzi, di crescita nell'amicizia e nella fede, sotto la guida del parroco e di alcuni giovani catechisti.
Nella consapevolezza che il processo educativo sia fortemente legato alla sfera affettiva si cerca di curare in modo particolare la qualità del rapporto che il catechista riesce a stabilire con ciascun ragazzo. Una preoccupazione di fondo è quella di coinvolgere le famiglie anche se, in alcuni casi, si avverte disinteresse. La partecipazione dei genitori e dei ragazzi è più costante e sentita negli anni che preparano ai sacramenti.

Una novità di questo anno catechistico è la disponibilità del nuovo Luogo di Culto con la ristrutturazione di un ampio edificio adiacente le aule dove viene svolto il catechismo. Questo permette una partecipazione più attenta e unita anche da parte dei più piccoli, grazie a questo spazio arioso e luminoso, che offre la possibilità di stringersi, con più partecipazione, attorno all’altare.

Nei momenti più forti dell’anno liturgico - l’Avvento e la Quaresima - il catechismo si arricchisce e si completa mediante la realizzazione di veri e propri laboratori.

1) Dal 1995, nel periodo di Avvento i ragazzi sono coinvolti nella preparazione della rappresentazione natalizia che prevede una parte recitata, delle danze, la realizzazione dei costumi e l’allestimento delle scene. La recita di Natale, che  ha luogo solitamente la domenica precedente al Natale, viene proposta per le vie di Castenaso, e si snoda lungo 6-7 punti dislocati sull’asse principale del paese, fino a concludersi nel piazzale della Parrocchia. In ogni punto i bambini mettono in scena quanto hanno preparato con molta partecipazione, qui essi mettono in campo la loro componente visiva, emotiva, sensoriale, riproducendo la realtà dell’evento della nascita di Gesù ed il significato che per noi cristiani questo comporta. E’ un momento intenso di condivisione che vede ogni anno la partecipazione dei catechisti, di circa 80 ragazzi e di un numero considerevole di genitori che prontamente offrono la loro collaborazione.E’ una opportunità per i catechisti per conoscere meglio i bambini a loro affidati e rendere più immediata la comprensione del Natale; è una ricchezza per tutta le persone della comunità e del paese che ricevendo il messaggio del Natale, hanno l’opportunità  di trasformarlo in un percorso interiore, perché Gesù nasce in ogni cuore.

2) Durante la Settimana Santa i ragazzi sono invitati a partecipare, nel pomeriggio del venerdì santo, alla Via Crucis per le vie del paese, curata ed animata dalle classi quinte assieme ai ragazzi delle Scuole Secondarie e ai Giovani. Ad ogni stazione i ragazzi leggono il brano del Vangelo e alcune intenzioni di preghiera; compiono poi un gesto concordato che permette anche ai più piccoli di comprendere il significato della morte e Risurrezione di Gesù. La Via Crucis si conclude con l’arrivo in parrocchia e l’adorazione con il bacio della croce.

Si auspica che molte altre persone, oltre alle numerose già operanti, sentano la chiamata a questo servizio cosi prezioso ed essenziale per “portare Gesù” ai più piccoli.

mercoledì 25 maggio 2011

Catechesi battesimale

Inizio a pubblicare il materiale elaborato dalle 4 commissioni, facenti riferimento al consiglio pastorale, che si sono riunite nelle scorse settimane per fare una ricognizione delle varie attività presenti nell'ambito della (o comunque riconducibili alla) nostra comunità parrocchiale. Comincio dalla relazione della Commissione Catechesi, pubblicando i capitoli uno alla volta.

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Catechesi Battesimale

La Catechesi Battesimale consiste in un incontro con la famiglia del battezzando il cui fine è spiegare il significato del Battesimo e i significati dei vari segni che fanno parte del rito. Tale incontro si tiene nella casa della famiglia del battezzando ed è svolta da una coppia di sposi-genitori; quando è possibile all’incontro partecipano anche padrino e/o madrina. Attualmente le coppie che prestano tale servizio in questa parrocchia sono sette. Alcune di queste coppie svolgono anche catechesi prematrimoniale, per cui se a richiedere il Battesimo è una famiglia che ha già frequentato il corso per fidanzati in questa parrocchia, si cerca di mandare loro - come segno di continuità - la stessa coppia che li ha seguiti da fidanzati.

sabato 30 aprile 2011

Ma il nostro cuore è a Roma


http://www.youtube.com/watch?v=K3jD3EWiRdg


Music: "Jesus Christ You are my life", by mons. Marco Frisina.

Lyrics:
Jesus Christ You are my life,
alleluja, alleluja.
Jesus Christ You are my life,
You are my life, alleluja.

Tu sei Via, sei Verità
Tu sei la nostra Vita.
Camminando insieme a Te
vivremo in Te per sempre.

(Refr.)

En el gozo caminaremos
Trayendo tu evangelio;
Testimonios de caridad,
Hijos de Dios en el mundo.

(Refr.)

Tu nous rassembles dans l'unité
Reunis dans ton grand amour,
Devant toi dans la joie
Nous chanterons ta glorie.

(Refr.)

martedì 19 aprile 2011

Settimana Santa

Un'immagine dallo straordinario film di Mel Gibson - La Passione di Cristo - andato in onda questa sera su La7:


lunedì 11 aprile 2011

GMG a Madrid

Pubblichiamo la presentazione da parte di Ilaria - e il relativo volantino - di una iniziativa del Gruppo Giovani in vista della GMG di Agosto.


28 ragazzi di Castenaso parteciperemo alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid dal 13 al 23 agosto, in risposta all'invito del Papa. Tema della GMG di quest'anno è "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2,7). Per abbattere i costi del viaggio stiamo organizzando varie iniziative fra cui la vendita dei biscotti dopo le Messe di Pasqua e un pranzo in oratorio che sarà l'1 Maggio (per il quale si richiede di confermare la propria partecipazione entro giovedì 21 aprile). Nel volantino trovate tutti i dettagli (http://goo.gl/ZAcy9).
Grazie per la vostra attenzione.
Ilaria Viaggi


giovedì 24 marzo 2011

Uomini di Dio


Il testamento spirituale di frate Cristiano
Se dovesse arrivare il giorno, e potrebbe essere oggi, di essere vittima del terrorismo che sembra voler ingoiare oggi tutti gli stranieri che vivono in Algeria, mi piacerebbe che la mia comunità, la mia chiesa, la mia famiglia, si ricordassero che la mia vita era DONATA a Dio e a questo paese. Che accettino che il Padrone unico di tutti non saprebbe essere estraneo a questa partenza così brutale. Che preghino per me: come potrei essere trovato degno di una tale offerta? Che sappiano accostare questa morte alle tante altre ugualmente violente ma lasciate nell'indifferenza dell'anonimato. La mia vita non vale più di altre… Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra prevalere nel mondo e anche del male di colui che mi ucciderà ciecamente. Mi piacerebbe, quando dovesse venire il momento, avere un lampo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e di tutti i miei fratelli in umanità e nello stesso tempo di perdonare io, con tutto il cuore, colui che mi avrà colpito. Io non posso augurarmi una tale morte: mi sembra importante dirlo chiaramente. Non vedo infatti come potrei rallegrarmi che questo popolo che amo potesse essere accusato tutto del mio assassinio. È un prezzo troppo alto quello di dovere "la grazia del martirio" (come si chiama) a un algerino, chiunque esso sia, soprattutto se questi dovesse dire di agire per fedeltà a ciò che egli pensa sia l'Islam. Conosco il disprezzo di cui sono circondati tutti gli algerini insieme. Conosco anche la caricature dell'Islam che incoraggiano un certo islamismo. È troppo facile mettere a posto la coscienza identificando il cammino religioso dell' Islam con l'integralismo degli estremisti. Per me l'Algeria e l'Islam sono un'altra cosa: sono come il corpo e l'anima. Ho già parlato chiaramente credo, a destra e a sinistra di ciò che ho ricevuto dall'Islam e dall'Algeria: vi ho ritrovato molto spesso il chiaro filo conduttore del vangelo imparato sulle braccia di mia madre, che è stata la mia prima chiesa, proprio qui in Algeria. La mia morte sembrerà dare ragione a quelli che mi hanno così facilmente trattato da ingenuo o da idealista: "Lo dica adesso quello che ne pensa!". Ma costoro devono sapere che alla fin fine io sarò stato liberato dalla curiosità più lancinante che mi porto dentro: affondare il mio sguardo in quello del Padre per vedere i suoi figli dell'Islam come lui li vede: tutti illuminati della gloria di Cristo, anche loro frutto della sua passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà di ristabilire la comunione e la somiglianza giocando con le differenze. Di questa mia vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, io ringrazio Dio che sembra l'abbia voluta tutta intera proprio per questa GIOIA, contrariamente a tutto e malgrado tutto. In questo GRAZIE, dove tutto è detto ormai della mia vita, io includo naturalmente voi, amici di ieri e di oggi e voi, amici di qui, mettendovi accanto a mia madre e mio padre, accanto ai miei fratelli e alle mie sorelle, voi che siete il centuplo che mi è stato dato secondo la promessa. E includo anche te, amico dell'ultimo minuto, che non sai quello che fai. Si, lo voglio anche per te questo GRAZIE e questo A - DIO, Dio che porta il tuo volto. E che ci venga concesso, se Dio lo vorrà, Lui Padre di tutti e due, di ritrovarci finalmente felici in Paradiso.

AMEN. InschAllah (se Dio lo vorrà!)


S'il m'arrivait un jour - et ça pourrait être aujourd'hui - d'être victime du terrorisme qui semble vouloir englober maintenant tous les étrangers vivant en Algérie, j'aimerais que ma communauté, mon Eglise, ma famille, se souviennent que ma vie était DONNEE à Dieu et à ce pays.
Qu'ils acceptent que le Maître unique de toute vie ne saurait être étranger à ce départ brutal. Qu'ils prient pour moi : comment serais-je trouvé digne d'une telle offrande ? Qu'ils sachent associer cette mort à tant d'autres aussi violentes laissées dans l'indifférence de l'anonymat. Ma vie n'a pas plus de prix qu'une autre. Elle n'en a pas moins non plus. En tout cas, elle n'a pas l'innocence de l'enfance. J'ai suffisamment vécu pour me savoir complice du mal qui semble, hélas, prévaloir dans le monde, et même de celui- là qui me frapperait aveuglément.
J'aimerais, le moment venu, avoir ce laps de lucidité qui me permettrait de solliciter le pardon de Dieu et celui de mes frères en humanité, en même temps que de pardonner de tout cour à qui m'aurait atteint.
Je ne saurais souhaiter une telle mort ; il me paraît important de le professer. Je ne vois pas, en effet, comment je pourrais me réjouir que ce peuple que j'aime soit indistinctement accusé de mon meurtre.
C'est trop cher payé ce qu'on appellera, peut- être, la « grâce du martyre » que de la devoir à un Algérien, quel qu'il soit, surtout s'il dit agir en fidélité à ce qu'il croit être l'islam. Je sais le mépris dont on a pu entourer les Algériens pris globalement. Je sais aussi les caricatures de l'islam qu'encourage un certain islamisme. Il est trop facile de se donner bonne conscience en identifiant cette voie religieuse avec les intégrismes de ses extrémistes.
L'Algérie et l'islam, pour moi, c'est autre chose, c'est un corps et une âme. Je l'ai assez proclamé, je crois, au vu et au su de ce que j'en ai reçu, y retrouvant si souvent ce droit-fil conducteur de l'Évangile appris aux genoux de ma mère, ma toute première Eglise, précisément en Algérie, et, déjà, dans le respect des croyants musulmans. Ma mort, évidemment, paraîtra donner raison à ceux qui m'ont rapidement traité de naïf, ou d'idéaliste : « Qu'il dise maintenant ce qu'il en pense ! » Mais ceux-là doivent savoir que sera enfin libérée ma plus lancinante curiosité. Voici que je pourrai, s'il plaît à Dieu, plonger mon regard dans celui du Père pour contempler avec lui ses enfants de l'islam tels qu'il les voit, tout illuminés de la gloire du Christ, fruits de sa Passion, investis par le don de l'Esprit dont la joie secrète sera toujours d'établir la communion et de rétablir la ressemblance, en jouant avec les différences.
Cette vie perdue, totalement mienne, et totalement leur, je rends grâce à Dieu qui semble l'avoir voulue tout entière pour cette JOIE-là, envers et malgré tout. Dans ce MERCI où tout est dit, désormais, de ma vie, je vous inclus bien sûr, amis d'hier et d'aujourd'hui, et vous, ô amis d'ici, aux côtés de ma mère et de mon père, de mes sours et de mes frères et des leurs, centuple accordé comme il était promis !
Et toi aussi, l'ami de la dernière minute, qui n'aura pas su ce que tu faisais. Oui, pour toi aussi je le veux, ce MERCI, et cet « A-DIEU » envisagé de toi. Et qu'il nous soit donné de nous retrouver, larrons heureux, en paradis, s'il plaît à Dieu, notre Père à tous deux. AMEN !
Incha Allah !

lunedì 21 marzo 2011

Consiglio pastorale

Ricopio dall'ultimo bollettino parrocchiale, consultabile sul sito della Parrocchia (http://www.parrocchiacastenaso.it/)

CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE: 
L'incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale è stato spostato a LUNEDI' (11 Aprile) alle Ore 21 presso il Circolo Parrocchiale. L'Ordine del Giorno che verrà trattato sarà la Riflessione sulle Relazioni che le singole Commissioni hanno preparato per verificare la situazione in cui si trova la nosra Parrocchia nello svolgimento del proprio impegno pastorale, tutto questo anche in vista della Visita Pastorale che il card. Arcivescovo Carlo Caffarra farà alla nostra Parrocchia il 22 e 23 Ottobre 2011.

sabato 19 marzo 2011

Stazioni quaresimali

VENERDI' (25 Marzo): S. MARIA DELLA QUADERNA: Ore 20,30 Confessioni – Ore 21 S. Messa.
VENERDI' (1 Aprile): SAN LAZZARO DI SAVENA: Ore 20,30 Confessioni – Ore 21 S. Messa.
VENERDI' ( 8 Aprile): S. CECILIA DELLA CROARA: Ore 20,30 Confessioni – Ore 21 S. Messa
VENERDI' (15 Aprile): S. PIETRO AP. DI FIESSO: Ore 20,30 Confesssioni – Ore 21 S. Messa

L'offertorio delle S. Messe sarà devoluto al SEMINARIO ARCIVESCOVILE

Tutte le Parrocchie della zona pastorale del nostro Vicariato di San Lazzaro-Castenaso sono invitate a partecipare: queste Celebrazioni stazionali ci aiutano a vivere lo spirito della Santa Quaresima, come cammino verso la pasqua del Signore.

stazione quaresimale a Castenaso

un'immagine della celebrazione di venerdi 18 Marzo presso la Chiesa Nuova di Castenaso

giovedì 10 marzo 2011

sussidio

E' disponibile in Parrocchia il sussidio di accompagnamento al tempo quaresimale (nella foto la copertina). Si tratta di una raccolta di brevi meditazioni relative alle letture che, giorno per giorno, punteggiano il cammino di avvicinamento alla Pasqua. Gli autori sono per lo più parrocchiani (singoli, coppie, famiglie) che - coinvolti un po' per caso dagli ideatori dell'iniziativa - hanno dato la loro disponibilità e hanno consegnato in tempo utile il loro 'elaborato'. Chi quest'anno fosse rimasto escluso dall'iniziativa si rifarà di certo il prossimo anno!

Ecco la presentazione di don Francesco:


Ogni anno, puntualmente, si presenta a noi la Quaresima come itinerario che conduce alla Pasqua, cuore e centro del mistero cristiano. La stanchezza, l'abitudine, la pigrizia possono svilire questo tempo particolare dell'anno liturgico. In noi c'è sempre bisogno che qualcuno stimoli e aiuti a ravvivare il cammino che porta alla Pasqua e alla sua pienezza con il dono dello Spirito Santo. Gli aiuti e i mezzi possono essere molteplici, ma sono necessarie soprattutto la Parola di Dio, l'azione liturgica e la testimonianza viva della carità. Questo sussidio, frutto di alcune riflessioni sulla Parola di Dio propria del giorno, maturato all'interno della nostra Comunità Parrocchiale, vuole essere un vademecum, senza nessuna pretesa, che ha lo scopo di suggerire alcuni spunti di meditazione per aiutare a vivere con consapevolezza e impegno l'itinerario quaresimale.


La Pasqua del 2011 sia per tutti noi rinnovamento, vita nuova, pace e amore.


Don Francesco



martedì 1 marzo 2011

Benedetto XVI e la cultura digitale


Ieri Benedetto XVI ha parlato al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali delle "sfide della cultura digitale". Il suo discorso è davvero interessante. Lo si puo' leggere per intero al seguente indirizzo:
http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto+XVI/Discorsi/udienza+al+pontificio+consiglio+delle+comunicazioni+sociali_201102281341479000000.htm

Ne riporto un brano significativo:

I nuovi linguaggi che si sviluppano nella comunicazione digitale determinano, tra l’altro, una capacità più intuitiva ed emotiva che analitica, orientano verso una diversa organizzazione logica del pensiero e del rapporto con la realtà, privilegiano spesso l’immagine e i collegamenti ipertestuali. La tradizionale distinzione netta tra linguaggio scritto e orale, poi, sembra sfumarsi a favore di una comunicazione scritta che prende la forma e l’immediatezza dell’oralità. Le dinamiche proprie delle «reti partecipative», richiedono inoltre che la persona sia coinvolta in ciò che comunica. Quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse e la loro visione del mondo: diventano «testimoni» di ciò che dà senso alla loro esistenza. I rischi che si corrono, certo, sono sotto gli occhi di tutti: la perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione più convincente rispetto al desiderio di verità. E tuttavia essi sono la conseguenza di un’incapacità di vivere con pienezza e in maniera autentica il senso delle innovazioni. Ecco perché la riflessione sui linguaggi sviluppati dalle nuove tecnologie è urgente. Il punto di partenza è la stessa Rivelazione, che ci testimonia come Dio abbia comunicato le sue meraviglie proprio nel linguaggio e nell’esperienza reale degli uomini, «secondo la cultura propria di ogni epoca» (Gaudium et spes, 58), fino alla piena manifestazione di sé nel Figlio Incarnato. La fede sempre penetra, arricchisce, esalta e vivifica la cultura, e questa, a sua volta, si fa veicolo della fede, a cui offre il linguaggio per pensarsi ed esprimersi. È necessario quindi farsi attenti ascoltatori dei linguaggi degli uomini del nostro tempo, per essere attenti all’opera di Dio nel mondo.

mercoledì 16 febbraio 2011

Fiducia e creatività


Il Papa, come documentato da questo blog, ha recentemente dimostrato una particolare attenzione nei confronti della rete internet e dei social network. Benedetto XVI ricorda che i cristiani sono chiamati ad entrare nel web con fiducia e creatività, perché la “rete” è parte integrante della vita umana. Nota inoltre come stia "nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni”.

Radio Vaticana ha recentemente intervistato due studiosi di comunicazione e di media digitali: padre Antonio Spadaro, di Civiltà Cattolica, e il prof. Pier Cesare Rivoltella, docente di Tecnologie dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano.
Sul sito di Radio Vaticana anche l'audio delle interviste.

lunedì 31 gennaio 2011

Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente

Riporto un passaggio interessante della prolusione pronunciata dal Card. Bagnasco al Consiglio  Episcopale Permanente (Ancona, 24/27 gennaio 2011)


[...] C’è una verità, forse non troppo detta, ma che la gente ha intuito abbastanza presto: si stava vivendo al di sopra delle proprie possibilità. Bisogna allora imprimere una moderazione complessiva dell’andamento di vita, senza dimenticare – anzi! – tutti coloro che già prima vivevano sul filo e oggi si trovano sotto. Con bilanci meno ambiziosi, occorre far fronte a tutte le necessità di una società moderna, per di più senza poter più contare sullo sfogo del debito pubblico che invece dovrà rientrare. Ma che fare se ognuno difende a spada tratta il livello di vita già acquisito? Questo è il punto in cui i problemi dei giovani vengono a coincidere con le questioni di ordine generale: bisogna infrangere l’involucro individualista e tornare a pensare con la categoria comunitaria del “noi”, perché tutto va ricalibrato secondo un diverso soggetto. Anziché una somma di tanti “io”, sicuramente legittimi e forse un po’ pretenziosi, occorre insediare il plurale che abita in ogni famiglia, il plurale di cui si compone ogni società. Non sarà un’operazione facile, ma occorrerà convertire una parte di ciò che eravamo abituati a considerare nella nostra esclusiva disponibilità, e metterlo nella disponibilità di tutti. E naturalmente chi nel frattempo aveva accumulato di più, qualcosa di più ora deve mettere a disposizione.


L'intero documento si può leggere qui.

sabato 29 gennaio 2011

Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale

Il Santo Padre ci invita a riflettere - se ancora ce ne fosse bisogno - sul diffondersi della comunicazione attraverso la rete internet. Lo fa attraverso il recente messaggio per la XLV giornata delle com. sociali. Riporto solamente il paragrafo introduttivo:


Cari fratelli e sorelle,
in occasione della XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, desidero condividere alcune riflessioni, motivate da un fenomeno caratteristico del nostro tempo: il diffondersi della comunicazione attraverso la rete internet. È sempre più comune la convinzione che, come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, così oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e sociali. Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione.

audio incontri Cinema Italia

Ieri sera, 28 Gennaio, si è concluso il ciclo di tre incontri sulla famiglia.
Al seguente indirizzo potete trovare le registrazioni audio degli interventi:
http://www.parrocchiacastenaso.it/famigliaSicura.html